Disney: al via la seconda tornata di licenziamenti
Al via la sua seconda e più ampia ondata di licenziamenti nella Disney, portando il totale dei tagli di posti di lavoro nelle ultime settimane a 4.000 quando l’ultima tornata sarà completata.
All’inizio di quest’anno, la Disney ha dichiarato che avrebbe tagliato 7.000 posti di lavoro dalla sua forza lavoro come parte di una più ampia riorganizzazione dell’azienda che la vedrà ridurre i costi di 5,5 miliardi di dollari. L’annuncio è stato fatto durante la prima conferenza stampa di Bob Iger da quando è tornato a ricoprire il ruolo di amministratore delegato. L’eliminazione di 7.000 posti di lavoro equivale a circa il 3% delle circa 220.000 persone che la Disney impiegava al 1° ottobre, secondo quanto riportato in un documento di deposito, di cui circa 166.000 negli Stati Uniti e circa 54.000 a livello internazionale.
Breaking news
Le vendite al dettaglio negli Stati Uniti sono aumentate dello 0,2% a giugno, trainate da forti guadagni in alcuni settori, nonostante il calo delle entrate delle stazioni di servizio. Le vendite, escluse auto e gas, sono salite dello 0,4%, mostrando la resilienza della spesa dei consumatori.
Il consiglio di amministrazione di Recordati approva la congruità del prezzo dell’offerta pubblica di acquisto da parte di Respighi BidCo, mentre i membri indipendenti esprimono parere contrario. La decisione si basa sull’analisi di Lazard, ma gli indipendenti, supportati da Rothschild & Co Italia, ritengono il prezzo inadeguato rispetto al valore e alle prospettive della società.
Uber Technologies ha annunciato l’acquisizione di Delivery Hero, valutando la società tedesca di consegne alimentari 14,8 miliardi di dollari. L’accordo include l’acquisto delle azioni di Prosus e la cessione di 14 mercati a SSW Partners.
Taiwan Semiconductor Manufacturing Co. ha aumentato le sue previsioni di spesa e ricavi per l’anno, riflettendo la fiducia nella domanda globale di infrastrutture AI. La società prevede ora una spesa in conto capitale tra i 60 e i 64 miliardi di dollari per il 2026, con una crescita dei ricavi di poco superiore al 40% in termini di dollari USA.