Desertificazione bancaria in Italia: sportelli in calo nel 2023
Il fenomeno della desertificazione bancaria prosegue senza sosta in Italia, con un incremento significativo delle chiusure di sportelli bancari nel 2023. Rispetto al 2022, quando le chiusure avevano raggiunto il numero di 677, quest’anno si è registrato un ulteriore aumento, con 826 sportelli che hanno cessato le loro attività, segnando una riduzione del 3,9%. Un’area vasta, maggiore rispetto alle regioni di Lombardia, Veneto e Piemonte messe insieme, si ritrova ora priva della presenza bancaria.
Queste informazioni emergono dall’ultimo aggiornamento fornito dall’Osservatorio sulla desertificazione bancaria di First Cisl, basato sui dati disponibili al 31 dicembre 2023 da parte di Bankitalia e Istat. Secondo questo studio, il 41,5% dei comuni italiani, corrispondenti a circa 3.300 località, non dispone più di sportelli bancari. Solo nel 2023, 134 comuni sono stati aggiunti alla lista di quelli ‘desertificati’ bancariamente.
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I mercati dell’oro e dell’argento registrano un significativo rialzo, con l’oro spot che guadagna il 2,3% e l’argento spot che sale del 3,4%. Questo aumento è dovuto al rinnovato appetito per il rischio, seguito dall’accordo tra Stati Uniti e Iran e dalla prospettiva di riapertura dello Stretto di Hormuz.
La Borsa di Tokyo ha registrato un aumento del 5%, segnando un massimo storico, in seguito all’accordo tra Stati Uniti e Iran che pone fine alla guerra in Medio Oriente. Il Nikkei ha chiuso a 69.317,50 punti, con un incremento del 4,99%. I settori dell’elettronica e delle costruzioni hanno mostrato significativi guadagni, con Murata Manufacturing, Kioxia Holdings e Taisei in evidenza.
Christine Lagarde, Presidente della Bce, ha evidenziato come l’aumento dei prezzi energetici stia influenzando l’economia con effetti di secondo livello sempre più evidenti
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