Citigroup declassa le azioni europee a causa delle tensioni transatlantiche
Citigroup ha annunciato per la prima volta in oltre un anno una riduzione del rating sulle azioni europee, attribuendo questa decisione al deterioramento delle relazioni tra Bruxelles e Washington. La spinta del presidente Donald Trump per acquisire la Groenlandia è stata citata come un catalizzatore chiave.
“L’ultimo aumento delle tensioni transatlantiche e l’incertezza tariffaria danneggiano l’attrattività degli investimenti a breve termine in azioni europee” e influenzano negativamente le prospettive di guadagno per le aziende del continente, scrivono gli strategist della banca americana.
La raccomandazione sull’azionario UE, escluso il Regno Unito, è stata ridotta a ‘neutral’. Citi vede un miglior rapporto rischio-rendimento nei mercati emergenti e in Giappone, e ha migliorato la sua visione sulle azioni giapponesi da neutrale a ‘overweight’.
Breaking news
Apertura positiva a Wall Street. All’avvio delle contrattazioni odierne, il Dow Jones sale dello 0,13% a 50.721,51 punti, il Nasdaq guadagna lo 0,20% a 26.971,55 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,19% a 7.578,10 punti.
A maggio 2026, l’inflazione in Germania registra una sorprendente flessione. I dati preliminari di Destatis mostrano una diminuzione mensile dello 0,2%, contrariamente alle aspettative di un leggero aumento. Su base annua, i prezzi al consumo crescono del 2,6%, al di sotto delle previsioni. L’inflazione armonizzata e quella di fondo mostrano variazioni simili. Il rallentamento dei prezzi energetici contribuisce al quadro generale. I dati definitivi saranno disponibili il 12 giugno 2026.
Fincantieri, attraverso la controllata norvegese VARD, ha siglato un nuovo contratto con l’organizzazione di ricerca statunitense Inkfish per la progettazione e costruzione di una nave da ricerca oceanografica di nuova generazione destinata alle acque profonde
L’Istat ha diffuso le stime preliminari per maggio 2026, evidenziando un’accelerazione dell’inflazione in Italia. L’indice nazionale dei prezzi al consumo è aumentato del 0,4% rispetto al mese precedente e del 3,2% su base annua. L’incremento è influenzato principalmente dai prezzi energetici e dei servizi relativi ai trasporti e alla cura della persona.