Cina in deflazione: dati inflazione CPI e PPI ancora giù a dicembre
Il fenomeno della deflazione continua in Cina. Nel mese di dicembre, l’inflazione cinese misurata dall’indice dei prezzi al consumo ha segnato infatti un ribasso dello 0,3% su base annua.
Il calo è stato lievemente inferiore alla flessione pari a -0,4% attesa dal consensus degli analisti.
Su base mensile, il trend del CPI è stato di un rialzo dello 0,1%.
Reso noto oggi anche l’indice dei prezzi alla produzione, altro indicatore che monitora il trend dell’inflazione.
Il dato è sceso in Cina su base mensile dello 0,3%, come nel mese precedente.
Su base annua, l’indice PPI ha sofferto una flessione pari a -2,7%, dopo il calo di novembre pari a -3%, riportando il 15esimo mese di ribassi. Gli analisti avevano previsto un calo del 2,6%.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.