Cgia: ritardi nei pagamenti tra imprese
L’economia mostra segni di rallentamento e, come conseguenza, si registrano tempi più lunghi nei pagamenti tra imprese, soprattutto da parte delle medie e grandi aziende verso i fornitori. Questa tendenza si è manifestata nuovamente nei primi tre mesi del 2023, con l’indebolimento del Pil che ha portato a un incremento dei ritardi. In Italia, il saldo avviene mediamente dopo 69 giorni dall’emissione della fattura, consolidando una pratica tipicamente italiana che favorisce le imprese più grandi a discapito delle piccole.
Con il probabile aumento dei tassi di interesse annunciato recentemente dalla BCE, la situazione potrebbe ulteriormente peggiorare. L’Ufficio studi della CGIA ha sollevato la questione, evidenziando i rischi che questa pratica comporta per le imprese italiane e l’intero sistema economico. È quindi fondamentale prestare attenzione a questi meccanismi e adottare strategie per contrastare gli effetti negativi dei ritardi nei pagamenti.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.