Borse europee, giù in avvio. Occhi su mossa Fitch
Avvio all’insegna della debolezza in Europa dopo la chiusura in rosso della vigilia di Wall Street. Nei primi minuti di scambi gli indici si muovono in territorio negativo, con il Dax di Francoforte che cede lo 0,04%, mentre il Ftse 100 e il Cac40 perdono lo 0,4% e lo o,2 per cento.
Sugli Stati Uniti arriva la tegola di Fitch, che ha messo sotto osservazione il rating sul debito Usa con implicazioni negative. Alla base della decisione dell’agenzia di rating il rischio di un mancato accordo tra l’amministrazione Biden e i Repubblicani per alzare o sospendere il tetto sul debito.
Intanto sono diversi i dati macro da monitorare oggi. A cominciare dalla seconda lettura del Pil tedesco. Secondo i dati di Destatis, il Pil tedesco dei primi tre mesi dell’anno ha segnato una contrazione dello 0,3%. Il dato è stato così rivisto al ribasso rispetto alla prima stima, che indicava una crescita zero nel primo trimestre 2023. Per quanto riguarda i verbali dell’ultima riunione del Fomc emerge ancora una dispersione di vedute circa una possibile pausa nel sentiero dei tassi.
Nel pomeriggio fitta l’agenda macro Usa. Tra i dati in uscita le richieste settimanali di sussidi alla disoccupazione ma anche il PIl annualizzato (stima preliminare).
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Oggi focus sugli indici Pmi delle principali economie, oltre al sondaggio Bce sulle aspettative di inflazione dei consumatori
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.