Borsa Tokyo +1,37%, è ancora effetto Bank of Japan. Wall Street fa da assist ad azionario Asia
La borsa di Tokyo ha incassato un nuovo rialzo nella sessione odierna, continuando a beneficiare del messaggio ancora dovish emerso dall’ultima riunione della Bank of Japan della vigilia.
La banca centrale del Giappone ha confermato i tassi negativi al -0,1%, lasciando inalterata anche la sua politica di controllo della curva dei rendimenti (YCC).
Nessun segnale, da parte del governatore Kazuo Ueda, sulla possibilità che la Bank of Japan annunci presto la grande svolta di politica monetaria attesa da mesi dai mercati, in particolare la fine dell’era dei tassi negativi.
La prospettiva di una banca centrale ancora pronta a inondare il sistema finanziario di liquidità ha scatenato nuovi buy sull’indice Nikkei 225 della borsa di Tokyo che, così come l’azionario dell’area Asia Pacifico, ha ricevuto un nuovo assist anche dal rally di Natale di Wall Street.
L’indice Nikkei 225 è salito così dell’1,37%, a quota 33,675.94 punti. Bene anche le altre borse asiatiche.
La borsa di Hong Kong balza dell’1% circa, mentre la borsa di Shanghai si rivela eccezione negativa dell’azionario asiatico, cedendo lo 0,60%. La borsa di Sidney ha chiuso con un progresso dell0 0,65%, mentre Seoul sale dell’1,7%.
In premercato a Wall Street i futures sui principali indici azionari Usa sono poco mossi, viaggiando al di sopra della parità.
Ieri a Wall Street il Dow Jones Industrial Average ha chiuso in rialzo di 251,90 punti (+ 0,68%), a 37.557,92, mentre il Nasdaq Composite ha riportato un progresso pari a +0,66%, a 15.003.22 punti, chiudendo al di sopra della soglia di 15.000 punti per la prima volta dal gennaio del 2022.
Lo S&P 500 ha incassato un guadagno dello 0,59% a 4.768,37 punti, chiudendo a un valore inferiore di appena lo 0,6% dal record di chiusura e al di sotto dell’1% rispetto al record intraday della sua storia: entrambi i record sono stati toccati dallo S&P 500 nel gennaio del 2022.
Oggi ultimo atto del 2023 anche per la People’s Bank of China – banca centrale della Cina –, che ha annunciato oggi di aver lasciato fermi i tassi di finanziamento loan prime rate (LPR) a 1 anno e 5 anni, come da attese, rispettivamente al 3,45% e al 4,20%.
In Giappone diffusi i numeri sulla bilancia commerciale, che hanno messo in evidenza una flessione delle esportazioni per la prima volta in tre mesi.
L’export ha segnato un calo dello 0,2% a 8,8 trilioni di yen, mentre le importazioni sono scivolate dell’11,9% a 9,6 trilioni di yen.
Il Giappone ha di conseguenza riportato un deficit commerciale a novembre pari a 776,9 trilioni di yen.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.