Banco Bpm: utile primo trimestre pari a 480 mln
Banco Bpm ha annunciato ieri a mercati chiusi di avere terminato il primo trimestre con un utile netto di 480 milioni di euro, in flessione del 6,1% rispetto allo stesso periodo del 2025 ma, ha rimarcato la banca guidata da Giuseppe Castagna in una nota, “superiore del 7% rispetto al consensus di mercato e in linea con gli obiettivi del piano”.
La banca ha sottolineato che sul risultato hanno impattato “le modifiche normative introdotte con la Legge di bilancio per il 2026, che hanno comportato un maggior carico a debito del conto economico del primo trimestre 2026 pari a circa 20 milioni di euro”.
Il gruppo ha confermato la fiducia nella capacità di distribuire un dividendo per azione di un euro anche nel 2026, con un dividend yield pari all’8%.
Per quanto riguarda la “probabile evoluzione della gestione”, la società segnala: “nel complesso, l’elevata e sostenibile redditività che ha caratterizzato il 2025 – frutto di un modello di business rafforzato e diversificato – dovrebbe consentire anche nel 2026 di superare il risultato ante imposte previsto nel Piano Strategico, contribuendo così a mitigare l’impatto delle modifiche della normativa fiscale incluse nella Legge di bilancio 2026. Tale proiezione, unita alla significativa capacità di generazione organica di capitale dimostrata dal Gruppo, permette quindi di confermare la traiettoria di Piano e, di conseguenza, gli obiettivi di distribuzione delineati dal management, nonostante gli headwinds fiscali e gli oneri sistemici”.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.