Analisi: i pro e i contro del caso cinese

30 Ottobre 2015, di Redazione Wall Street Italia

Anche se l’economia cinese sta quasi certamente registrando una decelerazione, è stato rassicurante osservare che i dati pubblicati nel paese sembrano più affidabili di quanto molti potrebbero pensare. Ciò ci da maggiore confidenza nel valutare le prospettive degli asset cinesi nonché l’impatto che che gli sviluppi in Cina possono avere sui mercati finanziari mondiali. Così di è espresso Paul Jackson, Head of Multi-Asset Research di Source, in occasione della presentazione di un report sulla Cina in coincidenza con le preoccupazioni espresse dai mercati finanziari globali sulle prospettive dell’economia cinese.

“La Cina è attualmente una delle più grandi economie mondiali, ed il suo stimolo economico ha aiutato l’uscita dei paesi occidentali dalla recessione a seguito della crisi finanziaria. Tuttavia sembra che ciò sia stato pagato a caro prezzo e le conseguenze sembrano colpire non solo la Cina ma i mercati dei capitali a livello globale. Detto cio’, se analizziamo i dati in maniera più approfondita, scopriamo che non e’ cosi’ poi tutto negativo”, ha aggiunto, mettendo in evidenza gli aspetti positivi e negativi del mercato cinese:

Aspetti positivi

• I dati dell’economia cinese non sono così negativi o alterati come molti ipotizzano

• Le banche sono finanziate al 90% da depositi, e i ratio patrimoniali sono accettabili

• La Cina si autofinanzia e detiene significativi assets esteri

• Se necessario, le riserve valutarie ed un incremento del debito pubblico potrebbero coprire un “buco nero” del debito

Aspetti negativi• Il debito totale (230% del Pil) potrebbe sia limitare la crescita, sia presentare un rischio sistemico

• Il settore corporate ha aggiunto debito pari al 50% del Pil in sei anni

• Dal 2008 debito pari al 40% del Pil è stato finanziato al di fuori del settore bancario

Il peggio• Lo yuan (CNY) è sopravvalutato e potrebbe deprezzarsi nei confronti del dollaro USA

• Le azioni cinesi non sono più cosi’ costose ma le recenti manovre politiche suggeriscono cautela

• È improbabile che la Cina accorra in aiuto dei mercati delle materie prime.