Agcm, sotto la lente 9 società di Serie A per “possibile vessatorietà nell’acquisto dei biglietti”

7 Gennaio 2020, di Alberto Battaglia

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) ha avviato nove procedimenti istruttori nei confronti delle società di calcio di serie A per “valutare la possibile vessatorietà di alcune clausole contenute nelle condizioni generali di contratto relative all’acquisto dell’abbonamento annuale e del biglietto per la singola partita”. Sono coinvolte in questa indagine: Atalanta Bergamasca Calcio S.p.A., Cagliari Calcio S.p.A., Genoa Cricket and Football Club S.p.A., F.C. Internazionale Milano S.p.A., S.S. Lazio S.p.A., A.C. Milan S.p.A., Juventus Football Club S.p.A., A.S. Roma S.p.A. e Udinese Calcio S.p.A..

Quanto alle società Bologna Football Club 1909 S.p.A. e Parma Calcio 1913 S.r.l., destinatarie di medesimo invito delle prime, avendo riscontrato come esse abbiano effettivamente modificato le loro condizioni generali di contratto, con la rimozione dei profili di possibile vessatorietà ivi rilevati nelle rispettive lettere di moral suasion, l’Autorità ha viceversa archiviato i procedimenti.

Le presunte clausole che non riconoscerebbero il diritto dei consumatori sarebbero le seguenti:

  1. ad ottenere il rimborso di quota parte dell’abbonamento o del singolo titolo di accesso in caso in caso di chiusura dello Stadio o di parte dello stesso;
  2. ad ottenere il rimborso del titolo di accesso per la singola gara in caso di rinvio dell’evento, sia per fatti imputabili alla società, sia quando tale circostanza prescinda dalla responsabilità di quest’ultima;
  3. a conseguire il risarcimento del danno qualora tali eventi siano direttamente imputabili alla società.

    “Tali clausole potrebbero risultare vessatorie ai sensi degli artt. 33, comma 1, 33, comma 2, lett. b) e t), 34, comma 1, nonché 35, comma 1, del Codice del Consumo poiché, escludendo o limitando la responsabilità delle società di calcio, parrebbero suscettibili di introdurre un significativo squilibrio a carico dei consumatori nelle prestazioni contrattuali”.