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Nasce Ives, l’ETF di Wedbush che scommette su trenta titoli dell’intelligenza artificiale

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La corsa agli investimenti nell’intelligenza artificiale si arricchisce di un nuovo protagonista. Si chiama IVES AI Revolution ETF e punta a replicare fedelmente trenta azioni selezionate da uno dei più noti analisti tech di Wall Street: Dan Ives, managing director e global head of technology research di Wedbush Securities, nonché uno dei più noti analisti tech di Wall Street.

In 25 anni che seguo il settore tecnologico, non ho mai visto un tema più dirompente della rivoluzione dell’AI”, ha dichiarato Ives a FOX Business. “Abbiamo cercato di individuare, nella nostra ricerca, le trenta aziende tech che meglio rappresentano questa quarta rivoluzione industriale, spaziando dai semiconduttori ai software, fino all’infrastruttura e all’autonomia.

Un ETF costruito sulla ricerca di Dan Ives

Il cuore del fondo è la selezione dei titoli, frutto di un’analisi pluriennale che ha identificato le aziende più rilevanti nell’attuale ciclo di investimenti in IA. Il portafoglio copre l’intera filiera: dai semiconduttori ai cloud provider, dalla cybersecurity alle piattaforme consumer, fino alla robotica e alle infrastrutture digitali. Tra i principali titoli figurano big tech come Microsoft, Nvidia, Broadcom e Tesla, ma anche realtà emergenti come SoundHound AI e CyberArk Software.

La composizione del fondo è dinamica: l’indice di riferimento viene rivisto trimestralmente (o più spesso in caso di eventi societari rilevanti), per riflettere l’evoluzione del settore e l’emergere di nuovi protagonisti

Sebbene alcuni di questi nomi siano stati colpiti dalle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina e da altri timori legati alle tariffe, ciò non ha modificato la visione di Ives.

“Le tariffe sono sullo sfondo e continuano a creare un po’ di incertezza, ma questo non cambia la nostra opinione sul fatto che si tratta di una quarta rivoluzione industriale”, ha aggiunto. “Nei prossimi tre anni verranno investiti nel settore due trilioni di dollari. Credo che siamo ancora alla fine del primo tempo di questa partita ”.

Tra le caratteristiche distintive:

  • Selezione guidata dalla ricerca: i trenta titoli sono scelti direttamente sulla base della metodologia sviluppata da Dan Ives, che da anni individua i driver dell’innovazione tecnologica;
  • Diversificazione settoriale: l’ETF offre esposizione trasversale ai diversi segmenti che alimentano l’economia dell’IA, riducendo il rischio di concentrazione;
  • Bilanciamento strategico: la ponderazione dei titoli mira a mantenere un’esposizione tematica elevata, ma senza eccessive dipendenze da singole aziende;
  • Focus sul futuro: Il fondo seleziona società con solidi fondamentali e potenziale di crescita a lungo termine, sia tra i leader affermati sia tra i nuovi attori della rivoluzione IA.

Come funziona l’ETF

L’ETF sarà negoziato con il simbolo IVES e si posizionerà in un mercato già popolato da altri fondi tematici sull’intelligenza artificiale, come quelli gestiti da iShares, Fidelity e First Trust, monitorati da VettaFi. Secondo dati FactSet, sono oltre cinquanta i fondi quotati dedicati all’IA, ma la maggior parte si concentra sui grandi nomi già presenti negli indici principali. Tuttavia, Wedbush punta a differenziarsi con un approccio ibrido: “visione attiva, struttura passiva”.

La differenza, secondo Wedbush, sta proprio nell’approccio qualitativo e nella capacità di anticipare i trend grazie alla ricerca di Ives, figura molto seguita sia dagli investitori istituzionali che retail.

“L’IA è la forza più trasformativa dell’economia globale nella nostra vita”, ha dichiarato Gary Wedbush, CEO di Wedbush Securities. “L’ETF IVES offre agli investitori la possibilità di seguire questa rivoluzione con disciplina e trasparenza”.

IVES applica infine una commissione di gestione dello 0,75%, leggermente superiore alla media degli ETF tematici ma inferiore a quella dei fondi attivi tradizionali. Il fondo nasce con un patrimonio iniziale di circa 1 milione di dollari e si rivolge sia a investitori retail sia istituzionali, in cerca di un’esposizione mirata e aggiornata alle società che stanno plasmando il futuro dell’intelligenza artificiale