La storia che sto per raccontarvi potrebbe sembrare surreale ma lo sarà fino al momento in cui vi sarete messi nei panni del protagonista. E allora capirete che…
Voglio raccontarvi la storia di un mio amico notaio. Mi ha fatto capire come sta cambiando il mondo intorno a noi.
Questo signore un giorno mi chiama e mi chiede di accompagnare da lui un consulente finanziario. La sua richiesta fu oltremodo singolare: “quanti soldi vi devo dare per poter avere una rendita immediata di 20 milioni di lire al mese?“.
Alla domanda, l’assicuratore, anzi il promotore che era con me, sembrò sobbalzare dalla sedia.
Prese le tabelle attuariale, fece due conti e dopo pochi minuti segnò su un foglio di carta la somma che questo notaio avrebbe dovuto versare.
La somma era spaventosamente grande anche perché il notaio era già molto avanti con l’età. Quando sentirono il valore della polizza da sottoscrivere i tre figli si guardarono esterrefatti.
Tutti capimmo immediatamente una cosa: quella somma, trasformata in una rendita immediata, non sarebbe mai stata più recuperata dal punto di vista finanziario anche se il notaio fosse vissuto oltre cent’anni.
Così, i figli cominciarono a protestare. Si resero conto che era denaro che non avrebbero più potuto avere a loro disposizione il giorno in cui il papà fosse morto.
Ma il notaio non volle sentire ragioni. Mi guardò e mi disse:
“Una cosa è avere un capitale, ma un’altra una rendita certa. Dov’è la differenza? Guarda questi tre signori – mi disse indicando i suoi figli – la loro preoccupazione non è stata sapere quanto tempo io potessi vivere ancora, ma di perdere il capitale che io sto per versare in questo contratto. Sai che ti dico? Anzi, sai cosa dico loro: che la rendita la voglio più alta. Vuoi sapere perché? Perché fino a quando io avrò una rendita, le loro mogli e i loro figli faranno di tutto per mantenermi in vita. Invece, se avessi un capitale, l’unico loro obiettivo sarebbe quello di aspettare una data: quella della mia morte”.
Avete capito? È meglio una rendita o un capitale da gestire?
Scegliete voi. Ma la lezione del notaio resta qualcosa di unico su cui riflettere.
da “Mercati che fare“