Stavolta è diverso. È la risposta tipica di chi non vuol sentir ragioni rispetto al “solito” andamento dei mercati. Ed effettivamente stavolta è diverso, molto diverso rispetto alle precedenti crisi, se è di crisi che stiamo parlando almeno per quanto riguarda il settore finanziario.
E allora analizziamo queste diversità cominciando da quella più eclatante di tutte: la comunicazione. Oggi è praticamente impossibile non sapere cosa facciano i mercati, ce lo racconta persino la serie dei Simpson.
Ogni testata giornalistica fa la sua parte nel bruciare euro a Piazza Affari quando i listini scendono. L’allarmismo raggiunge tutti e in tutti i modi, ma sono i social la vera fucina della negatività perché pervadono il tessuto sociale; di fatto lo smartphone ha cambiato completamente la nostra percezione della realtà. Ovviamente non è colpa dell’iPhone o del Samsung ma dell’uso che ne facciamo, per cui lo smartphone è diventato un’estensione corporea: il telecomando della nostra vita.
Con lo smartphone decidiamo dove e cosa mangiare, con quali mezzi raggiungere le nostre mete di vacanza e in quali alberghi soggiornare. Con lo smartphone abbiamo anche l’opportunità di vivere in tempo reale miliardi di vite in una visto che le telecamere inquadrano scene in ogni angolo del mondo, trasformando il loro obiettivo in punti di osservazione privilegiata a servizio di chiunque. Ma è davvero un privilegio? O diventa sempre più difficile distinguere ciò che è vero da ciò che non lo è, impedendo di costruirsi una propria “ragion critica” per interpretare autonomamente i fatti del mondo?
Diversamente tutto sembra terribilmente reale e l’allarmismo del pavido diventa l’allarmismo di tutti. Così è importante distinguersi dalla massa e comprendere che finché il mondo girerà avrà sempre le stesse regole. Quelle astronomiche delle dinamiche celesti, che lo tengono in equilibrio tra gli altri mondi; quelle umane, fatte di emozioni, paure ed entusiasmi. Sotto questo fuoco di fila anche il più temerario diventa tremebondo e perde fiducia, diventa debole e perde la strada maestra.
Ma finché ci sarà il mondo ci saranno le stagioni, e con esse miliardi di persone pronte a produrre ogni giorno. Finché ci sarà il mondo i mercati saliranno, scenderanno e saliranno di nuovo e scenderanno di nuovo.
O pensavate che non sarebbe più successo?
L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di aprile 2025 del magazine Wall Street Italia. Clicca qui per abbonarti.