Esibire la ricchezza? Contano meno gli oggetti e di più l’istruzione

10 Giugno 2019, di Alberto Battaglia

Mettere in mostra la propria posizione sociale acquistando e mettendo in bella mostra automobili, vestiti e accessori di lusso non ha più l’attrattiva di un tempo. Negli Stati Uniti, la classe più agiata destina sempre meno denaro per l’acquisto di oggetti di lusso, con calo costante a partire dal 2007, per investire di più su asset meno tangibili come l’istruzione. Dopo la spesa per l’abitazione, è proprio la formazione dei figli la principale voce di spesa per le famiglie di alto censo. La tendenza, tuttavia, è osservabile anche a un livello reddituale più basso, quello della cosiddetta aspirational class.

“Questa nuova élite consolida il suo status attraverso la conoscenza e la costruzione del capitale culturale, per non parlare delle abitudini di spesa che ne derivano”, ha scritto l’autrice di in un saggio dedicato a questa porzione nella società americana, Elizabeth Currid-Halkett, “evitando un materialismo manifesto, i ricchi stanno investendo molto di più nell’istruzione, nella pensione e nella salute – tutte cose immateriali, ma che costano molto più di qualsiasi borsa da donna”, ha dichiarato l’autrice a Business Insider.

Secondo il Rapporto sulle finanze delle famiglie 2018, condotto da Personal Capital, il genitore americano medio prevede una spesa, nell’arco della vita di ogni singolo figlio, pari a 348.000 dollari; il ceto più benestante può arrivare a spendere anche tre volte tanto.

Le nuove tendenze di spesa per i ricchi, racconta Currid-Halkett, sono “le cure sanitarie boutique per i loro bambini” e la dotazione “di ogni vantaggio educativo”, per la prole “dalle scuole dell’infanzia di fascia alta ai tutor per il test SAT (Scholastic Aptitude Test) alle lezioni di Ivy League. Nel 2014, l’1% superiore ha speso l’860% in più rispetto alla media nazionale per l’istruzione”.