Milano ospita un evento culturale di grande rilievo: “Leonora Carrington”, la prima mostra retrospettiva mai dedicata in Italia a una delle artiste più influenti e rivoluzionarie del XX secolo. L’esposizione ha aperto al pubblico a Palazzo Reale il 20 settembre 2025 e lo sarà fino all’11 gennaio 2026, ed è realizzata grazie al fondamentale contributo del Gruppo Unipol, che si conferma attento sostenitore di iniziative culturali di prestigio in qualità di main partner del progetto.
L’impegno di Unipol
In particolare, l’impegno di Unipol consente di portare per la prima volta all’attenzione del pubblico italiano l’affascinante percorso biografico e professionale di un’artista visionaria come Leonora Carrington, capace di dialogare con le nuove generazioni. La mostra offre uno sguardo profondo sulla sua produzione attraverso oltre 60 opere, esplorando l’intero arco della sua vita creativa, dall’Europa fino al Messico, sua seconda patria, senza tralasciare il suo periodo trascorso negli Stati Uniti, cercando di restituirle lo spazio che merita all’interno della storia dell’arte moderna e contemporanea.
Il valore della mostra
La mostra riunisce un nucleo straordinario di opere provenienti da importanti istituzioni internazionali e collezioni private, a testimonianza della risonanza globale della figura di Leonora Carrington. Tra i prestigiosi prestatori figurano il Dallas Museum of Art, l’Art Institute of Chicago e il Goddards Charles B. Center negli Stati Uniti, il Banco Nacional de México, il FAMM (Femmes Artistes du Musée de Mougins) in Francia, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea – GNAM di Roma, il Frahm & Frahm, oltre a numerosi collezionisti privati da tutto il mondo che hanno generosamente contribuito alla realizzazione del progetto espositivo.

Nella foto, l'artista Leonora Carrington
La biografia di Leonora
Leonora Carrington (Inghilterra, 1917 – Messico, 2011) è stata pittrice, scultrice, scrittrice, drammaturga e pioniera del pensiero femminista ed ecologista. La sua opera, sorprendentemente attuale, mescola sogno e realtà, magia e politica, mito e psicologia, dando forma a un mondo complesso e multiforme che sfugge a ogni categorizzazione. Il progetto espositivo restituisce la ricchezza poliedrica di Carrington nella prima mostra monografica mai presentata in Italia: artista transnazionale ed extraterritoriale, madre, esule, intellettuale radicale e instancabile esploratrice della coscienza. La sua ricerca trova straordinarie risonanze nelle tematiche contemporanee ed ha avuto un’eco postumo eccezionale, specialmente dopo la sua inclusione nella Biennale di Venezia del 2022, che ha preso come titolo e motto un suo racconto: Il latte dei sogni. Questa mostra vuole proseguire quel percorso di affermazione e riconoscimento, celebrando Leonora Carrington come una delle artiste più influenti e rivoluzionarie del XX secolo, capace di dialogare con le nuove generazioni e di stimolare riflessioni profonde sul ruolo dell’arte e della conoscenza. Il percorso espositivo proposto intende rendere accessibile il suo mondo caleidoscopico e la sua densa personalità intellettuale anche a nuovi pubblici attraverso un’ampia selezione di opere e documenti che mostrano le sue creazioni molteplici ed eterogenee.
Il legame con l’Italia
L’Italia è stata inoltre una tappa decisiva nella formazione di Carrington; in particolare, nella Firenze dei primi anni Trenta consolidò la sua decisione di dedicarsi all’arte e assorbì influenze pittoriche essenziali, che rimarranno sempre nel suo immaginario, come quelle dei pittori del Trecento e del Quattrocento, fondamentali per tutta la sua carriera.
Dall’oblio alla rinascita
Leonora Carrington è sopravvissuta alla malattia mentale e all’esilio. I primi anni della sua vita sono segnati dalla fuga: dopo essere riuscita a studiare in Italia, nonostante l’opposizione del padre, entra in contatto con i surrealisti e fugge con loro dal controllo soffocante della figura paterna e dalla violenza della guerra e in Europa. Si rifugia in Messico, dove ricostruisce la propria identità e la sua arte. Poco prima dell’inizio del suo soggiorno in Messico, era stata ricoverata in un ospedale psichiatrico a Santander, nella Spagna del primo franchismo, dove aveva subito trattamenti traumatici in condizioni disumane – un’esperienza che ha raccontato nel suo straordinario libro Down Below. Il suo lavoro e la sua vita riflettono una profonda resilienza e capacità di trasformazione: di fronte al trauma ha saputo convertire il dolore in creatività e denuncia.