LA TV DEL FUTURO E’ IL DIGITALE TERRESTRE

9 Aprile 2000, di Redazione Wall Street Italia

Non sono poche le novità e i programmi per la TV del futuro, non solo nel mondo, ma anche in Italia.

La velocità della new-economy e di Internet sta infatti accellerando anhe i processi per un nuovo modo di intendere e trasmettere la televisione.

Stiamo parlando di decodificatore unico e di Televisione Digitale Terrestre; quella che presto chiameremo -abituati come siamo alle nuove sigle- TDT. Ma procediamo con ordine.

Prima di tutto è stato deciso a livello di Ministero e di Autority che si passerà al decodificatore digitale unico. In parole poche questo significa che, a differenza di quanto succede ora, con un solo apparecchio di decodifica da casa si potrà vedere sia Tele+ che Stream, basterà sottoscrivere i due diversi abbonamenti.
Mentre ora è necessario comprare o affittare due decodificatori diversi a seconda della scelta dell’abbonamento.

Nel campo degli investimenti invece Canal Plus -che detiene la maggioranza del pacchetto di Tele+ – ha raggiunto un accordo con Il Ministero della Cultura per affrontare investimenti da 90 miliardi per la produzione di film e sceneggiati italiani.

Ma queste non sono che decisioni su strategie già in atto, il futuro è altrove.

Ed è nel digitale.

La concorrenza di Internet infatti si fa sentire anche per la Televisione, o almeno per la TV cosiddetta generalista.

Negli Stati Uniti, per esempio, i 3/4 del tempo dedicato alla navigazione sulla rete verrà nei prossimi anni sottratto al consumo di televisione. Per un tempo pari a circa mezz’ora al giorno.

In sostanza questo significa che Nuovi Media e Internet potranno se non stravolgere certamente modificare le abitudini dei telespettatori televisivi in tutto il mondo.

Ed è in questa arena che si stanno giocando le scelte dei grandi, ma anche dei piccoli, broadcaster e dei produttori di contenuti tv:siano essi di intrattenimento o di informazione.

A partire dal Nord Europa e dagli Stati Uniti infatti la televisione digitale terrestre e via Internet eroderà gli ascolti della televisione tradizionale con offerte maggiori e più mirate.

L’introduzione della Televisione Digitale Terrestre darà infatti la possibilità di trasmettere dai 30 ai 50 nuovi canali ricevibili con un antenna di pochi centimetri. Oggi con le parabole satellitari analogiche è possibile inviare nelle case, a livello europeo, non più di 5-10 canali.

La differenza è evidente. Più difficile gestire l’offerta e i contenuti. Ed è per questo motivo che già si è aperto il dibattito all’interno delle società televisive sul come gestire il futuro. Saranno necessari investimenti e accordi internazionali.

Ma potranno anche nascere, e stanno nascendo, società che forniranno ai distributori -i network- prodotti chiavi in mano.

Per l’Italia la sperimentazione è partita con l’accordo firmato da Rai e Mediaset con l’Autority delle Comunicazioni per l’uso delle frequenze esistenti.

La sperimentazione riguarderà il 50% della popolazione con una ventina di nuovi canali. Un progetto al quale parteciperanno non solo i due grandi gruppi, ma anche società oggi attive su Internet.

La strada è aperta, ma i problemi non sono pochi. Dalle frequenze di Rete 4 e Tele+ Nero che devono essere cedute (devono andare cioè su satellite) per dare spazio ai nuovi soggetti, agli investimenti miliardari.

Si vedrà. Per ora uno dei progetti di digitalizzazione, quello di Mediaset, potrebbe subire uno stop dopo le voci di dimissioni dell’Amministatore Delegato Carlotti. Si parla di dissapori dopo la scelta della Fininvest di gestire in prima persona il portale Jumpy (che verrà quotato presto in borsa) e non tramite Mediaset.

Jumpy interessa anche la Mondadori pronta ad entrare in società, ma Carlotti sperava di gestire il tutto tramite la società da lui diretta che avrebbe fornito i contenuti non solo per gli attuali 3 canali generalisti, ma anche al sito Mediaset on line e in futuro ad una TV di news 24 ore al giorno o on demand.

Il futuro dunqe del digitale è già qui, gli accordi un pò meno.