La pace tra Mediobanca e Generali potrebbe passare da una rete di consulenza finanziaria

11 Maggio 2022, di Valentina Magri

Mediobanca potrebbe uscire da Generali in cambio di una grande operazione industriale nel wealth management. Secondo quanto riferisce Il Sole 24 Ore, i potenziali target dell’operazione sono nientepopodimeno che campioni italiani del risparmio gestito: Banca Mediolanum, Banca Generali e Azimut. Come da manuale, si è scatenata un’ondata di acquisti sui titoli dei gruppi target potenziali di Mediobanca, con un rialzo delle quotazioni di Banca Generali (+5,27%), Banca Mediolanum (+3,84%) e Azimut (+2,80%).

I dettagli del possibile accordo di pace tra Mediobanca e Generali

L’ipotesi allo studio, già esplorata in passato, prevede l’uscita dal capitale di Generali di Mediobanca, che detiene circa il 13% della compagnia assicurativa triestina, oltre al 4,4% in prestito titoli. Mediobanca in questo modo trasformerebbe la sua partecipazione finanziaria in una industriale.
Dal canto loro, Caltagirone e Del Vecchio, soci rispettivamente col 9,95% e 9,82% di Generali, diventerebbero più rilevanti nel gruppo assicurativo. I due, insieme ad altri azionisti che li appoggiano, da tempo si stanno scontrando con gli investitori istituzionali (fondi comuni italiani ed esteri che appoggiano l’ad di Piazzetta Cuccia, Alberto Nagel e il ceo del gruppo assicurativo, Philippe Donnet). Il percorso non si è mai realizzato per l’assenza di un’alternativa valida alla partecipazione in Generali, capace di generare redditività interessante. Ma ora un’alternativa profittevole è sul tavolo: il wealth management.

Secondo una simulazione Mediobanca sarebbe in grado di rilevare Banca Generali a premio del 15% (34 euro) rispetto al valore attuale del titolo attraverso la cessione del 70% delle azioni Generali e pagando il 30% con mezzi propri.

Il giudizio degli analisti sull’operazione

Per gli analisti di Intesa Sanpaolo, “la strategia di utilizzare la quota in Generali per finanziare un deal importante è stata parte delle strategie del management per molti anni ma Mediobanca non ha trovato l’occasione per implementarla”. E sottolineano: “La quota di Generali contribuisce all’utile netto per il 35% con un ritorno a doppia cifra sul capitale allocato. Qualsiasi deal che coinvolge la vendita di Generali dovrebbe portare ritorni simili”.

Luigi De Bellis, co-head of research team ed equity analyst di Equita, promuove l’operazione: “Avrebbe senso industriale e finanziario, con la possibilità di estrarre sinergie, e sarebbe coerente con la strategia di Mediobanca, che prevede il rafforzamento in business a minor assorbimento di capitale, con un revenue model basato prevalentemente su ricavi fee-based ricorrenti. Si tratta di società con brand e management molto forti, dove la differenza è legata principalmente alle dimensioni, business model e cultura aziendale. Dall’altro lato l’esposizione in Generali ha un ritorno attraente per Mediobanca con un profilo di rischio basso, in un contesto in cui le grandi banche europee hanno un`esposizione diretta o indiretta al business assicurativo, con benefici in termini di diversificazione del business model, decorrelazione al ciclo economico ed esposizione ai tassi“.