LA LEGGE OSTACOLA GLI INVESTIMENTI TRANSNAZIONALI

8 Giugno 2000, di Redazione Wall Street Italia

Le societa’ di ventura si trovano a dovere fare i conti con le diverse regolamentazioni sugli investimenti che ancora dividono i mercati europei e soprattutto con le lacune e incertezze delle leggi nazionali che lasciano ampio spazio all’interpretazione.

Questo problema potrebbe causare un’ondata di panico tra i finanziatori delle startup e raffreddare temporaneamente gli investimenti tecnologici.

Sebbene il rischio di attivita’ illegali sia un problema comune in tutta Europa, la questione si fa piu’ spinosa nel Regno Unito, dove la legge e’ piu’ severa e dove si concentrano le maggiori societa’ finanziarie europee.

“Fare attivita’ d’investimento in Gran Bretagna senza la relativa autorizzazione e’ un reato criminale”, mette in guardia Jim Clarke, del Financial Services Authority.

Le societa’ che partecipano in attivita’ quali investimenti, sollecitazione agli investimenti o mediazione negli affari senza l’opportuna autorizzazione possono incorrere in sanzioni sia civili che penali, con annullamneto dei contratti e rifiuto di future autorizzazioni.

Le leggi nazionali, purtroppo, non sono chiare e anche le regolamentazioni dell’Unione europea vengono spesso interpretate in modo diverso nelle varie giurisdizioni, costringendo gli ‘incubator’ e le societa’ di investimento a richiedere singole approvazioni nei Paesi in cui intendono investire, indipendentmente dalla propria nazionalita’.

Il problema essenziale e’ l’incertezza che circonda la situazione delle societa’ di ventura della Nuova Economia nate dopo l’entrata in vigore nel 1996 dell’Investment Service Directive.

In Francia i club d’intermediazione tra investitori e societa’ che abbiano piu’ di 100 partecipanti possono essere considerati ‘sollecitazione all’investimento’ e come tale necessitano di autorizzazione.

Nel Regno Unito, le societa’ che incentivano gli investimenti o acquistano partecipazioni in un’attivita’ inferiri al 20%, devono ottenere l’autorizzazione. Il permesso e’ richiesto anche per attivita’ pubblicitarie, compresa la creazione di siti Web per l’investimento, e quella di mediazione tra possibili investitori e imprenditori, anche se attraverso conferenze o incontri privati.

Esistono comunque varie eccezioni e il Regno Unito sta lavorando su una singola regolamentazione che chiarira’ la posizione delle societa’ d’investimento della Nuova Economia.

Anche le societa’ che hanno richiesto l’autorizzazione a procedere con i propri investimenti sono in difficolta’, soprattutto perche’ hanno dovuto sospendere ogni attivita’ in attesa di vedere chiarito il proprio stato.

L’incubator olandese Gorilla Park continua a operare mentre la richiesta di licenza viene esaminata, ma non e’ chiaro quale sia la posizione britannica sui dieci portafogli d’investimento dei suoi uffici inglesi.

La societa’ americana d’investimento Garage.com ha deciso invece per un approccio piu’ cauto e in attesa di richiedere autorizzazione ad operare in Europa si dedica solamente all’attivita’ di marketing.

Jean-Michel Deligny di Go4Venture.com, un mercato online in cui si incontrano investitori e imprenditori, e’ stato costretto a far slittare a settembre l’entrata in rete del suo servizio a causa di intoppi burocratici.

Legali e organi di controllo confermano comunque un elevato numero di lamentele contro le istituzioni d’investimento su Internet e le societa’ di capitali di ventura del settore high-tech e prevedono che le violazioni saranno numerose.

E’ auspicabile una regolamentazione piu’ chiara e i singoli Paesi stanno cercando di incoraggiare gli investimenti nel settore high-tech, introducendo il problema nel dibattito politico.