La finanza alternativa mette il turbo

28 Gennaio 2022, di Fabrizio Guidoni

La finanza alternativa per la corporate finance cresce a forte ritmo andando a rispondere all’esigenza di canali alternativi di finanziamento a quello bancario.

Lo dimostrano i risultati riportati nel 4° Report sulla Finanza Alternativa per le Pmi, presentato da Giancarlo Giudici (nella foto), professore ordinario del Politecnico di Milano e direttore scientifico dell’Osservatorio Crowdinvesting, nel corso dell’edizione 2021 dell’Alt-Finance Day – La giornata della Finanza Alternativa, organizzata da Innexta in collaborazione con School of Management del Politecnico di Milano, Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e Unioncamere Nazionale.

I numeri complessivi parlano chiaro: le risorse mobilitate tra luglio 2020 e giugno 2021 dal mercato della finanza alternativa per le Pmi, sono state di circa 4,23 miliardi di euro, con una crescita del 58% rispetto ai dati pubblicati lo scorso anno.

Si tratta di uno sviluppo che trova terreno fertile anche e soprattutto nel mondo del wealth management dove le soluzioni di corporate finance per i clienti rappresentano uno dei fronti a maggiore crescita. Il legame è sottolineato dallo stesso Giancarlo Giudici che stimolato su questo tema ci spiega: “La finanza alternativa al credito bancario è nell’agenda di tutti gli attori del wealth management. In un mondo che continua a offrire rendimenti negativi sulle obbligazioni meno rischiose, il finanziamento delle Pmi  italiane rappresenta un’opportunità interessante. Grazie anche ai vantaggi fiscali offerti da ELTIF e PIR alternativi, si moltiplicano gli strumenti dedicati al private capital: minibond e direct lending, smobilizzazione delle fatture commerciali, private equity e venture capital.
Il mondo del wealth management avrà un ruolo decisivo nel canalizzare risorse verso le PMI italiane, sia attraverso investimenti diretti sia attraverso il sostegno a strumenti collettivi del risparmio e alle cartolarizzazioni”.

Finanza alternativa, i numeri del settore

I mercati del private equity e venture capital tornano ai valori pre-Covid, confermandosi i maggiori canali alternativi al credito bancario per le PMI italiane.

Nella sintesi dello studio si può leggere il dettaglio per questa voce di finanziamento alternativo: “Con riferimento alle statistiche periodiche pubblicate dall’associazione di riferimento AIFI, limitiamo l’attenzione alle sole operazioni di early stage ed expansion, dove tipicamente l’investimento viene effettuato con un aumento di capitale e con l’apporto quindi di nuove risorse.
Ipotizzando che tutte le operazioni nei due sotto-comparti riguardino Pmi (il che non è scontato), da luglio 2020 a giugno 2021 abbiamo un flusso di 1,22 miliardi di euro, tornato ai valori pre-Covid grazie soprattutto al contributo del secondo semestre del 2020. In particolare mostra una buona performance l’investimento early stage. Nel primo semestre 2021 il dato è molto positivo (593 milioni) rispetto allo stesso periodo del 2020 (102 milioni) e lascia ben sperare. Infatti, le prospettive sono buone grazie alla raccolta che i fondi dedicati stanno conducendo.
Per quanto riguarda il contributo che i business angel generano per il settore, partendo dai dati raccolti da IBAN (Italian Business Angels Network), stimiamo in 25,6 milioni l’apporto nei due semestri del 2020, con l’aspettativa di una piccola crescita nel primo semestre del 2021”.

Segue l’invoice trading (in sostanza cessione a investitori professionali di fatture commerciali a scadenza mediamente 3-4 mesi, che vengono spesso utilizzate come sottostante per operazioni di cartolarizzazione) che, nonostante un lieve arretramento registrato nel primo semestre 2021, legato ai ritardi nei depositi dei bilanci 2020 e dall’uscita dal mercato di alcune piattaforme, registra un incremento del 7,5% rispetto al 2020. Crescono anche il mercato dei minibond, con un aumento del 17% rispetto allo scorso anno, e quello del crowdfunding, in particolare il lending, con un incremento del 73% rispetto allo scorso anno.

Nel report una novità per l’ambito del direct lending, che da quest’anno considera i portali che erogano credito su Internet attingendo esclusivamente da investitori professionali, per cui i dati non risultano comparabili con quelli presentati lo scorso anno: il trend del settore è comunque positivo, con una crescita raddoppiata rispetto al primo semestre 2020.

Ai minimi il flusso di ICOs (Initial coin offerings), dove non sono state condotte operazioni significative da team italiani, mentre si affermano i collocamenti di NFT (Non fungible tokens).

Il segretario generale della Camera di Milano Monza Brianza Lodi, Elena Vasco, ha così commentato le principali evidenze emerse dal report: “L’accesso dei capitali rimane una delle chiavi cruciali per sostenere e rafforzare l’economia. Per questo è ancora più importante promuovere la conoscenza e l’utilizzo di tutte le opportunità a disposizione delle imprese, avvicinandole anche alle soluzioni rappresentate dalla finanza alternativa, complementari e sinergiche alle soluzioni tradizionali.”

L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di gennaio del magazine Wall Street Italia.