LA CURA DA CAVALLO DI ALAN GREENSPAN

23 Maggio 2000, di Redazione Wall Street Italia

La Federal Reserve potrebbe abbandonare l’idea di aumentare ancora il costo del denaro durante la prossima riunione, in calendario il 27 giugno prossimo, se le borse continueranno in questo stato di estrema debolezza.

Gli indici di borsa in rosso sono il principale argomento sfoderato da chi si oppone a un aumento dei tassi, ma rischia di non essere sufficiente a fermare i governatori della Banca Centrale Usa.

La situazione presenta tuttavia numerosi segnali che potrebbero indicare una fase di rallentamento della crescita economica.

Tra questi possono essere ricordati:

$3 miliardi andati in fumo in borsa;

la cancellazione o il rinvio sine die di molti IPO;

il volume di emissione di obbligazioni da parte delle aziende, crollato ai minimi sin dal 1998.

Se l’attuale congiuntura finanziaria si stabilizzasse, gli elementi indicati potrebbero essere piu’ che sufficienti per eliminare la necessita’ di nuove strette sui tassi d’interesse.

Dopotutto gli strumenti che la Federal Reserve ha a disposizione per gestire la politica monetaria non si limitano ai tassi d’interesse.

Una cosa e’ certa: gli sforzi compiuti dalla Fed per raffreddare la corsa dell’economia hanno raggiunto il loro effetto e ogni ulteriore stretta sui tassi non avrebbe altro effetto se non quello di rassicurare sulla frenata della crescita economica.

Una rassicurazione che non vale il prezzo di un altro aumento del costo del denaro.

*Tony Crescenzi e’ capo analista della divisione capital markets di Miller Tabak & Co. e amministratore delegato del sito finanziario Bondtalk.com