L’agricoltura unico settore che cresce, attira giovani

2 Settembre 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Per garantire una crescita sostenibile è possibile ed auspicabile raggiungere l’obiettivo di 60mila imprese agricole condotte da giovani under 35 nelle campagne dopo che nel secondo trimestre del 2014 sono già salite a 48.620 unità con un aumento del 2,6% rispetto al trimestre precedente, in controtendenza con l’andamento generale. E’ quanto afferma la responsabile di Giovani impresa Coldiretti, Maria Letizia Gardoni, nel commentare le misure agricole dei prossimi mille giorni pubblicate sul sito ‘passodopopasso’ del Governo guidato da Matteo Renzi.

“Occorre creare le condizioni – sottolinea Gardoni – per dare risposte concrete a una decisa svolta green delle nuove generazioni con un aumento record del 12% delle nuove iscrizioni agli istituti agrari per l’anno che sta per iniziare”. Per Coldiretti “il ritorno dei giovani all’agricoltura non significa sono più occupazione ma anche maggiore dinamicità ed efficienza in un settore strategico per il rilancio dell’economia”.

***

Si torna in campagna. Ma non per una vacanza in qualche agriturismo o per un fine settimana lontani dal caos delle città. No, si torna per lavorare, per una scelta di vita. Il fenomeno è sempre più diffuso tra i giovani, e sta portando anche sorprendenti risultati dal punto di vista occupazionale.

Secondo le ricerche di Coldiretti tre giovani su quattro sono infelici al lavoro e scoprono il piacere dell’agricoltura. Ci provano. Ecco perché l’occupazione nei campi nel 2013, in assoluta controtendenza rispetto agli altri settori produttivi, è già cresciuta del 9 per cento e un terzo delle aziende agricole del made in Italy è gestito da ragazzi under 40 anni.

Perfino le esportazioni volano, a conferma del fatto che l’enogastronomia può fare risultati importanti per la bilancia commerciale: nel 2012 è stato toccato il record storico di 34 miliardi di euro di prodotti esportati, tra l’altro in un momento nel quale tutti i consumi alimentari sono in forte contrazione.

RITORNO ALLA TERRA, LE STORIE DI CHI L’HA FATTO.

Che cosa vanno a fare i giovani nei campi? Vino, olio, prodotti locali e agriturismo. Paolo Gugliemi non ha ancora compiuto trent’anni, era molto vicino alla laurea in Economia e pensava a un futuro da broker assicurativo. Poi la decisione di cambiare vita. E la scelta di tornare a Monte San Vito, in provincia di Ancona, per aprire una piccola azienda agricola, dove tra l’altro si insegna ai bambini disabili la stagionalità dei prodotti e come si possono creare oggetti in legno riciclato.

“Più mi avvicinavo alla laurea e più pensavo alla vita tranquilla dei mie nonni nel loro piccolo podere. Sentivo un’attrazione fortissima, e ho voluto rischiare: oggi sono un uomo felice, realizzato, convinto di essere riuscito a fare una buon azienda e un’attività significativa nel volontariato” racconta Paolo Guglielmi.

Silvia Bendati, invece, faceva l’insegnante di scuola media: ha lasciato il posto fisso e si è trasferita nella tenuta agricola di famiglia a Toscanella di Dozza, in provincia di Bologna. Qui adesso produce olio, vino sangiovese e bottiglie di passito disegnate da lei. “Volevo dare un futuro diverso ai miei figli, offrire loro un’opportunità. E adesso nella mia azienda lavorano quindici persone, ed io sono rinata….” .

Anche Paolo Rotoli, 37 anni, dopo una carriera di quasi quindici anni come informatico, ha mollato posto e ufficio per trasferirsi in campagna. Oggi alleva capre, dalle quali ricava latte per i formaggi, dolci e gelati che vende innanzitutto ai clienti del suo agriturismo. Fino a qualche mese fa, Paolo riceveva telefonate dai suoi ex compagni di lavoro che gli suggerivano di rientrare nel giro dell’informatica. Ma lui ha risposta sempre allo stesso modo: in campagna si sente un uomo felice.

tratto da: www.nonsprecare.it