Fonte: T-media
L’edizione autunnale 2025 dell’Osservatorio Anima, realizzato insieme alle società di ricerca Eumetra e Research Dogma, offre una panoramica precisa dello stato d’animo finanziario degli italiani. Il dato forse più interessante è la combinazione di due sensazioni solo in apparenza contrastanti: da un lato cresce la cautela verso l’andamento dell’economia italiana, dall’altro aumenta la fiducia nella propria situazione personale.
L’indagine, condotta online tra il 1° e il 10 ottobre su un campione rappresentativo di 1.009 adulti bancarizzati, fotografa l’orientamento finanziario di circa 35 milioni di persone. Si tratta di individui con conto corrente e accesso a Internet, metà dei quali è anche investitore. Un osservatorio privilegiato per comprendere cambiamenti, timori e nuove abitudini.
Investimenti: prodotti finanziari in testa, ma l’attenzione resta sospesa
Il capitolo dedicato agli investimenti conferma alcune tendenze già note. I prodotti finanziari restano la scelta preferita da chi intende investire, sia nel pubblico bancarizzato sia tra gli investitori veri e propri. Soluzioni gestite, fondi e strumenti finanziari in generale mantengono un ruolo centrale, complice la familiarità crescente con questo tipo di strumenti.
Allo stesso tempo, il mattone continua a esercitare il suo fascino tradizionale. L’immobiliare resta infatti la seconda opzione di investimento più indicata, una costante ormai da diverse rilevazioni. Questa stabilità conferma come la casa sia ancora percepita come un bene sicuro, un pilastro del patrimonio familiare.
Ciò che tuttavia cambia è la propensione effettiva a investire. Solo il 19% degli intervistati ritiene che questo sia un buon momento per farlo. Un segnale evidente di maggiore prudenza, probabilmente influenzato dalla volatilità dei mercati e dall’incertezza internazionale. Il desiderio di investire non viene meno, ma viene rimandato: un atteggiamento attendista che sembra destinato a durare fino a un miglioramento del contesto generale.
Previdenza complementare: interesse alto, ma poca operatività
Un altro punto cruciale dell’Osservatorio riguarda la previdenza complementare. La conoscenza dell’argomento rimane elevata, pur mostrando un leggero calo rispetto alle rilevazioni precedenti. La maggioranza degli intervistati dichiara di sapere come funzionano i fondi pensione o di averne almeno sentito parlare.
Tuttavia, questa consapevolezza non si traduce in scelte concrete. Più della metà dei bancarizzati ha riflettuto sul proprio futuro pensionistico, riconoscendo l’importanza di integrare la pensione pubblica. Eppure solo il 21% ha già attivato una forma pensionistica complementare. Si conferma così un divario ormai cronico tra sensibilità al tema e vera e propria operatività.
Questa distanza può essere spiegata da diversi fattori: scarsa conoscenza dei vantaggi fiscali, paura di immobilizzare i risparmi, oppure semplice procrastinazione. Ciò che emerge chiaramente, però, è che la previdenza resta un tema rilevante ma ancora poco metabolizzato nelle abitudini finanziarie degli italiani.
Sostenibilità: un valore condiviso, con un approccio sempre più bilanciato
La sostenibilità continua a essere un punto fermo nel modo di pensare e consumare degli italiani. Quasi otto persone su dieci ritengono importante adottare comportamenti che riducano l’impatto ambientale e sociale delle proprie scelte. Un orientamento ormai radicato, che negli ultimi anni si è esteso anche al settore degli investimenti.
Tuttavia, l’indagine rivela un cambiamento interessante: l’equilibrio tra rendimento e sostenibilità sta diventando la via preferita. Si riducono le posizioni estreme. Diminuisce la quota di chi sceglie con decisione la performance finanziaria a scapito dei criteri ambientali e diminuisce anche chi privilegia esclusivamente la sostenibilità, senza considerare i rendimenti.
Gli italiani mostrano quindi una maturità crescente: cercano risultati concreti per il proprio capitale, ma vogliono allo stesso tempo contribuire a un miglior contesto sociale e ambientale. La visione diventa più armonica, meno ideologica e più orientata al valore nel tempo.