Investire in Etf: ecco tutto quello che c’è da sapere

9 Agosto 2022, di Valentina Magri

Il termine Etf può risultare oscuro ai risparmiatori meno esperti di finanza. Si tratta dell’acronimo di Exchange Traded Fund, che indica quei fondi comuni di investimento a gestione passiva che possono essere negoziati in Borsa. Vediamo come funzionano e quali sono le loro caratteristiche.

Come funzionano?

Gli Etf uniscono le caratteristiche dei fondi comuni a quelle delle azioni, per questo motivo è una tra le soluzioni di investimento nel 2022 più scelte dagli investitori.

Somigliano ai fondi comuni perché investono in un paniere di titoli. I capitali investiti in un Exchange Traded Fund sono quindi sommati a quelli degli altri investitori e impiegati per acquistare degli strumenti d’investimento sottostanti, da cui dipenderà la performance dell’Etf. Tuttavia, tali strumenti non sono gestiti in modo attivo da un gestore, ma replicano in modo fedele la performance di un determinato indice (detto benchmark), per offrire agli investitori lo stesso rendimento dell’indice stesso. Per esempio, se un Etf è indicizzato al FTSE MIB, ossia l’indice delle maggiori azioni italiane, e durante l’anno il FTSE MIB si apprezza del 10%, il rendimento dell’Exchange Traded Fund sarà pari al esattamente al 10%, al lordo delle commissioni.

Gli Etf al contempo sono simili alle azioni per la liquidità: possono infatti essere scambiati facilmente in borsa e sono liquidi al pari dei titoli sottostanti.

Caratteristiche degli Etf

Gli Etf offrono diversificazione, trasparenza e liquidità, a fronte di costi inferiori rispetto ad altri strumenti finanziari e di maggiore flessibilità. Per quanto riguarda la diversificazione, gli Etf permettono di investire in un intero indice grazie all’acquisto di una sola quota, con una soglia minima d’investimento inferiore rispetto ad acquistare le singole azioni che compongono l’indice stesso. Da ciò discende la versatilità degli Exchange Traded Fund, grazie a cui anche il piccolo risparmiatore può accedere a maggiori indici di mercato.

Sul fronte della trasparenza, l’obiettivo di investimento dell’Exchange Traded Fund è chiaro, così come la strategia di gestione e gli strumenti in cui investe: quando si compra un Etf non si applica il concetto di discrezionalità del gestore, ma al contrario si conosce fin dall’inizio dove investirà. Ugualmente trasparente e predefinito è il costo di gestione, detto Ter, acronimo di Total expense ratio, ossia la somma dei costi totali che gravano sull’Etf. Per quanto concerne la liquidità, come detto prima gli Etf sono scambiati in Borsa e sono liquidi come i titoli sottostanti.

Al contempo, gli Exchange Traded Fund offrono maggiore flessibilità, dato che l’acquisto e la vendita sono ugualmente semplici e immediati. Inoltre, permettono di ridurre i costi rispetto ad altri investimenti, poiché adottano una gestione passiva, con costi di struttura associati inferiori: basti pensare che il costo medio di gestione di un Etf è attorno allo 0,5%, contro il 2% di un fondo attivo.

La sicurezza degli Etf è pari a quella dei fondi: anche nel caso degli Etf il loro patrimonio è separato da quello della società che ne cura l’emissione e viene restituito in caso di fallimento della medesima.

Gli Exchange Traded Fund consentono altresì di ridurre i rischi: la gestione passiva prevede un approccio al mercato più prudente, dal momento che si prefigge di replicare l’andamento di un indice, anziché di batterlo.

Come investire in Etf

Gli Exchange Traded Fund possono essere acquistati o venduti sul mercato EtfPlus di Borsa Italiana dalle ore 9.00 alle ore 17.25. Tale mercato si suddivide in 4 segmenti:

  1. Etf indicizzati (obbligazionari e azionari);
  2. Etf a gestione attiva;
  3. Etf strutturati (senza effetto leva);
  4. Etc/Etn(con effetto senza) che replicano materie prime specifiche o indici sulle materie prime stesse, nel primo caso, e indici di valute (ma anche azionari e obbligazionari) nel caso degli Etn.

L’ordine di acquisto o vendita può essere inviato direttamente alla banca oppure indirettamente, attraverso un intermediario finanziario (sim, gestore privato, robo-advisor).