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Interventi di riqualificazione energetica: un sostegno sostenibile per le famiglie italiane

Negli ultimi anni, la riqualificazione energetica è diventata un elemento chiave per la transizione verso un modello sostenibile. Tuttavia, affinché questa trasformazione non rappresenti un onere per le famiglie italiane, è fondamentale garantire interventi accessibili e vantaggiosi.
Per quanto ci riguarda, dal 2021 al 2023, la nostra organizzazione ha contribuito alla realizzazione di oltre 200 interventi che hanno visto coinvolte 3.700 famiglie in Lombardia e Piemonte, ottenendo un efficientamento energetico medio del 69% e un salto medio di cinque classi energetiche. Questo ha permesso una riduzione media dei consumi di 7.608 kWh/anno per abitazione, con un risparmio economico di circa 1.500 euro annui per famiglia e una riduzione complessiva delle emissioni di CO₂ pari a 4,8 milioni di tonnellate.

Numeri in evoluzione e iniziative concrete che possono dare un reale sostegno alle comunità e alla collettività.  Ma per continuare a garantire un processo di transizione realmente inclusivo, è fondamentale creare sinergie tra diverse realtà, favorendo collaborazioni strategiche con istituti di credito e partner tecnici. Attraverso questa cooperazione, è possibile sviluppare strumenti di finanza agevolata, accompagnati da un supporto completo su aspetti tecnici, fiscali e amministrativi, facilitando così l’accesso alle opportunità disponibili e promuovendo una crescita sostenibile.
Tuttavia, il sistema degli incentivi edilizi necessita di una riforma per semplificare le procedure e renderle più trasparenti. Un ostacolo significativo è rappresentato dalla scarsa consapevolezza delle opportunità fiscali disponibili da parte dei cittadini.
Secondo le più recenti indagini della Banca d’Italia, solo una minoranza della popolazione italiana dimostra una piena conoscenza e comprensione degli strumenti di incentivazione fiscale e finanziaria attivi nel Paese. Pertanto, questi dati sottolineano l’importanza di basare le politiche pubbliche su studi aggiornati e rigorosi, capaci di misurare con precisione il livello di alfabetizzazione finanziaria e fiscale della popolazione. Solo attraverso un’adeguata informazione e formazione sarà possibile facilitare l’accesso agli incentivi e promuovere un’effettiva partecipazione dei cittadini agli interventi di riqualificazione energetica e sviluppo sostenibile.

È assodato che un approccio bottom-up, che valorizza il coinvolgimento diretto delle comunità locali, può favorire una maggiore accettazione degli interventi e garantirne l’efficacia nel lungo periodo. Inoltre, l’integrazione di tecnologie avanzate e l’adozione di protocolli di certificazione riconosciuti, come quelli sviluppati da enti pubblici indipendenti quali per esempio CasaClima Alto Adige (https://www.agenziacasaclima.it/it/home-1.html), consentono di attestare la qualità dell’esecuzione delle opere e la riduzione dell’impatto ambientale degli edifici riqualificati. Ad oggi, numerosi edifici sono già stati certificati seguendo questi standard, a dimostrazione dell’efficacia di tali metodologie nel promuovere la sostenibilità e l’efficienza energetica.

Secondo il 1° rapporto di Italy Buildings Climate Tracker di Bpie il 69% degli edifici residenziali ricade nelle classi dalla E alla G (fonte Siape), rappresentando un enorme potenziale per la loro trasformazione in edifici a energia quasi zero (Nzeb).  Un potenziale che solo con gli interventi di efficientamento energetico eseguiti nel 2022 ha generato un risparmio di circa 3,6 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep), secondo il Rapporto annuale sull’efficienza energetica 2023 di Enea, e una riduzione delle emissioni di CO₂ di circa 6,5 milioni di tonnellate. Dati che evidenziano la necessità di accelerare gli interventi di riqualificazione per raggiungere gli obiettivi climatici e migliorare l’efficienza energetica del patrimonio edilizio nazionale.

In questo contesto, si inserisce a livello europeo la Direttiva EPBD (Energy Performance of Buildings Directive) che rappresenta un’importante opportunità per migliorare l’efficienza energetica degli edifici e per ridurre le emissioni di CO₂ nel settore immobiliare. Se adeguatamente sfruttata, può favorire la transizione energetica attraverso incentivi e meccanismi di finanziamento, offrendo soluzioni concrete e accessibili a tutte le fasce della popolazione. Entrata in vigore il 28 maggio 2024 con l’obiettivo di decarbonizzare completamente il patrimonio edilizio europeo entro il 2050, gli stati membri hanno due anni di tempo per recepirla.

La Direttiva Epbd non prevede obblighi diretti per i proprietari di immobili, ma incentiva la riduzione del consumo energetico nazionale attraverso misure di supporto e incentivi per la riqualificazione. Non sono stabilite sanzioni automatiche, ed eventuali provvedimenti dovranno considerare le condizioni economiche dei cittadini. Sebbene non vieti la vendita o l’affitto di immobili a basse prestazioni energetiche, nel tempo questi potrebbero perdere valore sul mercato.

A partire dal 2025, gli Stati membri non potranno più incentivare nuove caldaie a gas fossile, ma non vi sarà alcun obbligo di sostituzione per quelle esistenti. Gli interventi di riqualificazione potranno essere pianificati progressivamente, usufruendo di incentivi e finanziamenti agevolati, contribuendo così a ridurre i costi energetici e ad aumentare il valore degli immobili.

Alla luce della nostra esperienza e di come sta evolvendo (sempre più velocemente) lo scenario nazionale e internazionale, il nostro impegno rimane quindi molto chiaro: promuovere interventi di riqualificazione energetica che siano sostenibili, efficaci e inclusivi, garantendo qualità e innovazione senza compromettere il benessere economico delle famiglie italiane, ma, piuttosto, impegnandoci a renderle indipendenti energeticamente.