Inps: contagiati superiori nelle province dove ci sono più attività essenziali

25 Aprile 2020, di Mariangela Tessa

Forse non sarà una grande sorpresa. Ma ora arriva la conferma. Da quando è entrato in vigore il lockdown il numero dei contagiati da Covid-19 ha segnato un aumento più rapido in quelle province in cui è maggiore il numero di lavoratori impiegati nelle attività essenziali, in pratica quelle che non sono state bloccate e hanno continuato a essere svolte anche dopo il 26 marzo.

E’ quello che emerge da uno studio della direzione centrale Studi e Ricerche dell’Inps, in base al quale all’aumentare di 1 punto percentuale della quota di settori essenziali in una provincia, il numero di contagiati ha segnato un incremento di 1,5 unità al giorno.

Lo studio analizza i dati provinciali della Protezione civile sulla dinamica dei contagi dal 24 febbraio al 21 aprile e quelli amministrativi di fonte Inps sulla quota dei rapporti di lavoro nei settori considerati essenziali dai provvedimenti restrittivi di marzo.

Il contenimento dell’epidemia in Italia – ricorda lo studio –  è stato conseguito soprattutto attraverso le misure di lockdown. Le misure di chiusura hanno in particolare riguardato due date: il decreto emanato il 9 marzo (con alcune estensioni dell’11 marzo), che limitavano il commercio all’ingrosso e al dettaglio, prevedendo la chiusura di bar, ristoranti e palestre e quello del 23 marzo che ha bloccato alcune attività economiche indicando un limitato numero di attività consentite, le cosiddette attività essenziali. Che, ovviamente, non sono distribuite in maniera omogena sul territorio nazional.

La differenza fra una provincia con molte attività essenziali e una che ne ha relativamente poche risulta essere “di circa 10 contagiati al giorno” rispetto a una media provinciale di 37.  Una differenza di più del 25%, dunque.

La differenza, prosegue l’Inps, risulta ancora più marcata se si considera anche la densità di occupazione a livello provinciale, al cui aumentare diventa più probabile la vicinanza dei lavoratori anche sui mezzi pubblici e dunque sale la probabilità di diffusione del virus. Infatti, aggiungendo questo elemento all’analisi il numero di contagiati in più ogni giorno sale a 13.