Imprenditori pieni di coraggio solo quando si tratta di investire all’estero

27 Gennaio 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – L’Azienda Italia si riscopre coraggiosa, ma solo in alcuni frangenti. Ad esempio quando si tratta di puntare all’estero. Pur in assenza di aiuti o percorsi di aggregazione, le imprese italiane continuano a investire sui mercati stranieri, vista come la strada principale per risollevarsi dalla crisi. E’ quanto evidenzia un sondaggio tra le imprese industriali italiane attive all’estero realizzata da Ekuota, advisor on-line per la gestione dei rischi finanziari d’impresa.

Gli imprenditori intervistati si dicono consapevoli dei “rischi di impresa” a partire da quelli legati alla concorrenza, passando per i cambiamenti tecnologici, fino a arrivare ai rischi legati alla produzione o alla stagionalità.

Diversi sono invece individuati come “rischi finanziari”, quelli che invece derivano dalle variazioni di prezzo dei beni scambiati sui mercati finanziari: rischio di prezzo delle materie prime, rischio valutario, rischio di variazione del tasso di interesse, rischio di credito, rischio di liquidità.

Le aziende intervistate hanno coscienza dei propri punti di forza (flessibilità, qualità e design) e dei propri limiti (poca capacità di fare sistema e organizzazione non del tutto adeguata).

In presenza di sistema creditizio che ha scarse capacità di supportare le aziende italiane, sul fronte del reperimento di finanziamenti, le imprese dimostrano invece un vivo interesse nei confronti di altre e più durature forme di finanziamento, come il private equity (investitori in capitale di rischio) e i minibond (uno strumento innovativo simile alle obbligazioni).