Il negazionista e il leghista: gli espulsi dal M5s che volevano candidarsi a Roma

17 Marzo 2016, di Alberto Battaglia

L’espulsione di tre attivisti del Movimento 5 Stelle, così esclusi dalle comunarie per Roma, sarà contestata mediante un atto di citazione già depositato in Tribunale: “l’atto di citazione, circa 30 pagine, è rivolto all’associazione M5S, nella persona di Beppe Grillo, e chiede l’annullamento dell’espulsione, il nostro reintegro, nonché d’invalidare le ‘comunarie’”. A parlare è l’avvocato Paolo Palleschi, espulso a febbraio insieme a Roberto Motta e Antonio Caracciolo.
Le modalità di espulsione, a detta dei tre, sarebbero state illegittime. Secondo Palleschi il Movimento ha violato il termine di dieci giorni, riconosciuto dalle regole interne, per fornire delucidazioni in merito alle accuse dirette all’allontanamento.
Almeno nei casi di Antonio Caracciolo e di Paolo Palleschi le ragioni per arrivare all’espulsione, però, non sembrano mancare. Nel primo caso il professore di filosofia del diritto è stato epurato con l’accusa di negazionismo: aveva definito l’Olocausto una “leggenda” sulla quale esistono “solo verità ufficiali non soggette a verifica storica e contraddittorio”. Una “leggenda” usata “per colpevolizzare moralmente i popoli vinti”. Anche le camere a gas, “ammesso e non concesso che queste siano mai veramente esistite”, sono una delle tante verità “da verificare”. Il M5s aveva dunque disposto l’espulsione con la seguente formula: “la libertà di espressione è imprescindibile ma è altrettanto inderogabile la memoria di una delle pagine più buie e drammatiche della storia dell’umanità: l’Olocausto”.

Più paradossale la vicenda del Palleschi, che circa un anno fa scriveva: “Siamo un gruppo di ex attivisti del Movimento fondato da Beppe Grillo profondamente delusi ed amareggiati dalla deriva inconcludente, settaria, laicista ed estremo-sinistrorsa intrapresa dal 5Stelle nei tempi recenti . Riteniamo che attualmente l’unico Movimento in grado di combattere seriamente il Sistema e soddisfare le aspettative di Rigenerazione del Popolo italiano sia la Nuova Lega che sta costruendo Matteo Salvini. W la Lega ! W l’Italia”.

Non solo, il Palleschi compariva come animatore della pagina Facebook, ora rimossa, Dissidenti grillini con Salvini, della quale NextQuotidiano ha conservato diversi screenshot (“STOP ALL’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA!”, recitava uno di essi).
E dire che il 12 febbraio scorso l’avvocato, a colloquio con UnitaTv, si definiva ancora attivista del Movimento 5 Stelle fino al gennaio 2016.

“Noi facciamo da apripista”, avverte ora Palleschi, “ma verosimilmente si prospetta una pioggia di ricorsi contro il M5S e Grillo. Ci hanno contattato da tutta Italia, anche Napoli ci seguirà a brevissimo. Ma il nostro atto è il primo ed è fondamentale, perché quel che deciderà il giudice, come si dice in gergo, farà giurisprudenza”.

“Siamo tranquillissimi”, replica il M5s romano “tutto è stato fatto nel massimo rispetto delle regole e con buon senso. Non esiste un diritto alla candidatura e Palleschi, da avvocato, dovrebbe saperlo. Queste persone purtroppo sono alla ricerca di visibilità a vario titolo: ci vediamo in Tribunale”.

Resta, però, il dubbio: perché espellere gli attivisti impresentabili solo in prossimità delle comunarie?