IL NASDAQ NON E’ PRONTO PER I DECIMALI

8 Marzo 2000, di Redazione Wall Street Italia

La National Association of Securities Dealers, che opera il Nasdaq Stock Market, ha comunicato alla Sec, l’organo di controllo della borsa Usa, di non essere pronta ad introdurre le contrattazioni in punti decimali entro l’estate, come previsto in precdenza.

All’inizio dell’anno la Securities and Exchange Commission aveva ordinato alle borse americane di iniziare a quotare almeno parte dei prezzi in dollari e centesimi a partire dall’inizio di luglio, abbandonando progressivamente l’uso delle frazioni entro dicembre.

Secondo il piano della Sec, i prezzi delle azioni sarebbero state trattate in incrementi di 5 centesimi, con incrementi di singoli centesimi entro la fine dell’anno, invece dell’abituale ottavo o sedicesimo di dollaro. Un ottavo e’ pari a 12,5 centesimi, un sedicesimo pari a 6,25 centesimi.

Frank Zarb, capo della NASD, avrebbe chiesto di postporre la decimalizzazione dei prezzi perche’ il mercato elettronico Nasdaq non sarebbe tecnicamente pronto ad affrontare il cambiamento e, con la crescita che il mercato sta registrando sarebbe piu’ sensibile a eventuali problemi creati dall’aumento di volume delle quote azionarie.

Quest’anno il Nasdaq ha infatti gia’ assistito a cinque giorni in cui il volume delle contrattazioni ha superato i due miliardi di azioni.

Un rinvio del sistema decimale sul Nasdaq potrebbe pero’ ritardare la transizione anche per il New York Stock Exchange, sebbene questo si sia dichiarato decisamente pronto, in quanto le due principali borse americane avrebbero dovuto coordinare la loro conversione.

La Securities Industry Association da’ il proprio supporto al NASD se questo ritardo aiuta a mantenere l’integrita’ dei mercati.

Chi e’ a favore della decimalizzazione adduce il fatto che il nuovo sistema ridurrebbe il differenziale, la differenza cioe’ tra il prezzo offerto per un titolo e quello richiesto. Il differenziale varia generalmente tra 12 centesimi e mezzo e 50 centesimi, un ammontare che va a creare un notevole profitto per i broker.

La riduzione del differenziale aumenterebbe la competitivita’ e l’efficienza del mercato, aumentando il volume e migliorando la liquidita’.

Chi critica la decimalizzazione, vede invece la riduzione del differenziale come erosione dei profitti che potrebbe ridurre il numero dei ‘market maker’, cioe’ i dealer che formano la struttura del mercato.