HIGH-TECH: BROKER PUNTANO SU TITOLI DI QUALITÀ

11 Maggio 2000, di Redazione Wall Street Italia

La recente volatilità dei titoli tecnologici non ha spaventato i gestori delle maggiori società di brokeraggio.

“Continuiamo ad avere una forte partecipazione in high-tech”, conferma Al Jackson di Credit Suisse First Boston, “ma i titoli prescelti sono quelli con un nome solido, non quelli delle società dell’Internet senza utili”. Credit Suisse sceglie quindi RF Micro Devices (RFMD), Broadcom (BRCM), Cisco Systems (CSCO) e Best Buy (BBY).

Stessa startegia anche per Merrill Lynch poiché, suggerisce Mason Rees, “le società tecnologiche solide hanno resistito piuttosto bene alla volatilità del primo trimestre”.

Ciò non significa che i giganti di Wall Street non stiano cercando altri settori e altre società in grado di riportare buoni risultati nonostante l’aumento dei tassi d’interesse e la possibilità di un rallentamento dell’economia.

Prudential Securities si sta muovendo, ad esempio, nel settore energetico ed ha aggiunto società petrolifere per le loro prospettive di guadagno, se il prezzo del greggio rimane ai livelli attuali, mentre Raymond James, pur mantenendo il 35% del portafoglio gestito in high-tech, ma non nel settore Internet, ha investito anche in immobiliari e ha riservato il 20% per il settore energetico.

Goldman Sachs ha ridimensionato la partecipazione in tecnologia sebbene sia sempre alla ricerca di opportunità nel settore ed ha aumentato quella nei titoli energetici e finanziari e J.P. Morgan, mantenendo in portafoglio Lucent Technologies (LU), Cisco Systems e JDS Uniphase (JDSU), ha ridotto gli high-tech dal 27 al 20%, portando invece al 30% i beni di consumo.

Doug Cliggott, a capo della strategia d’investimento di J.P. Morgan, ricorda però che “non è facile guadagnare costantemente nel mercato mobiliare”.