GREENSPAN: I TASSI NON FRENANO LA BORSA

5 Aprile 2000, di Redazione Wall Street Italia

Il presidente della Federal Reserve, Alan Greenspan , e’ convinto che non spetti alla banca centrale Usa fare da pompiere per raffreddare le quotazioni della Borsa e quindi non impugnera’ l’arma dei tassi per contrastare la sopravvalutazione del listino.

“Ci sono molti segnali che indicano come l’eccesso di ricchezza provocato dalla Borsa possa causare squilibri alla nostra economia – detto oggi Greenspan intervenendo alla Casa Bianca per una conferenza sull’impatto delle nuove tecnologie sull’economia – Ma questo non vuol dire che il modo piu’ efficace per riequilibrare i mercati finanziari con la produzione sia quello di agire sul prezzo dei titoli attraverso la politica monetaria. Saranno gli storici a stabilire se ci troviamo nel mezzo di una bolla speculativa”.

Greenspan ha detto che la banca centrale non ha modo di stabilire con certezza se la Borsa – e il settore tecnologico in particolare – siano sopravvalutati e ha ricordato che i principali analisti si aspettano entro i prossimi cinque anni profitti doppi per le societa’ high-tech rispetto alla media delle aziende comprese nell’indice Standard & Poor’s 500.

Nel breve termine la politica monetaria dovra’ concentrarsi sugli aspetti di macroeconomia e sui segnali di un possibile ritorno dell’inflazione”, ha detto il presidente della Fed che ha rivendicato la bonta’ della politica dei “piccoli passi” che ha caratterizzato la sua azione di governatore: agire in prevenzione attraverso interventi graduali e moderati sui tassi.

Greenspan ha espresso preoccupazione per il mercato del lavoro e ha spiegato che livelli di disoccupazione al di sotto della soglia ritenuta fisiologica dagli economisti “produrranno quasi certamente un aumento dei salari orari. La crescita del costo del lavoro rischia cosi’ di superare quella della produttivita’”, il principale motore della straordinaria crescita economica americana.

Il presidente della Fed ha sottolineato il ruolo fondamentale delle nuove tecnologie, in particolare quelle legate al settore informatico, sulla crescita economica Usa e ha promesso che continuera’ a vigilare perche’ la corsa non finisca per far deragliare la locomotiva dai binari.