Forum Aipb: “Il private banking in Italia continua a crescere come raccolta netta”

16 Novembre 2018, di Fabrizio Guidoni

Nel corso del Forum Aipb 2018 che si è tenuto oggi, il presidente dell’Associazione Italiana Private Banking, Fabio Innocenzi, ha condiviso una fotografia generale del settore in Italia e sul contesto in cui opera e opererà nel prossimo futuro.  Innocenzi ha spiegato che nel 2018 l’industria del Private Banking ha continuato a crescere in termini di raccolta netta (+2,7% a giugno) ma ha cominciato a risentire di mercati finanziari in flessione e con crescente volatilità (effetto mercato -3,1% a giugno). Il totale delle attività finanziarie gestite dall’industria era a giugno pari a 801 miliardi di euro.

Le scelte della clientela private degli ultimi mesi hanno fatto registrare una crescita della preferenza verso i prodotti assicurativi (+9% da inizio anno) per il percepito maggiore grado di protezione dai cicli e la liquidità è cresciuta del 3%, come conseguenza della crescente incertezza. Le prospettive di fine anno e del prossimo futuro saranno influenzate da uno scenario di crescita globale in rallentamento, anche se ancora positiva, elevate incertezze politiche e mercati finanziari altamente volatili.

Il presidente ha ricordato che dei 4.300 miliardi di euro della ricchezza delle famiglie, circa 2.500 rappresentano ricchezza investibile e di questi il 44% appartiene a famiglie benestanti, ossia con 500 mila euro e più di attività finanziarie, quelle che comunemente sono considerate il target di clientela per il settore del Private banking.

Secondo le previsioni Aipb, alla fine di quest’anno da questo segmento delle famiglie arriveranno 13 miliardi di nuove attività finanziarie, senza prendere in considerazione l’effetto mercato (sono state 26 miliardi nel 2017, un anno di significativa ripresa del settore della gestione del risparmio).

“I patrimoni delle famiglie private, come abbiamo più volte sottolineato in questi anni, – ha sottolineato Innocenzi – sono largamente diversificati, assistiti da servizi di consulenza evoluta, senza esigenze di immediata liquidabilità e quindi adatti per investimenti di medio e lungo periodo, ideali per finanziare i progetti di sviluppo delle imprese. I vincoli alla crescita del credito bancario favoriscono il passaggio al finanziamento privato e lo sviluppo di un mercato dei capitali più moderno. Esiste uno spazio non utilizzato della ricchezza e del risparmio “private” per il finanziamento dell’economia reale italiana, come evidenziato dalla contenuta incidenza dei prodotti illiquidi nei portafogli delle famiglie benestanti. La crescita di tale peso può essere favorita dal prevalere di alcune condizioni come, solo a titolo di esempio, un buon grado di fiducia dei risparmiatori verso il Paese e le imprese in cui risiedono gli investimenti, l’esistenza di strumenti finanziari adeguati alla clientela individuale, regole di governance chiare e trasparenti sui progetti da finanziare, prospettive di medio e lungo periodo stabili”.