L’aumento dei patrimoni delle famiglie ultra-ricche ha reso i family office un polo d’attrazione per capitali e attenzione. Ma, secondo quanto riportato da CNBC, cresce anche il numero di impostori: chi li usa per frodi e chi solo per sentirsi parte dell’élite. Ronald Diamond, fondatore di Diamond Wealth e responsabile di un sindacato d’investimento che riunisce oltre cento famiglie, non usa mezzi termini:
“I fake family office stanno crescendo in modo esponenziale”. Il motivo è semplice: “Al momento il denaro è tutto qui. Se ti presenti come family office, tutti vogliono parlarti”.
Un settore che cresce… troppo velocemente
I numeri confermano l’attrattiva crescente del settore. Stando ai dati riportati da CNBC e provenienti dall’ultima analisi Deloitte, nel 2024 erano attivi 8.030 family office, il 31% in più rispetto a cinque anni prima. La proiezione è di oltre 10.700 entro il 2030. I patrimoni gestiti sono enormi: circa 3.100 miliardi di dollari oggi, destinati a salire a 5.400 miliardi entro il 2030. Un flusso di denaro che ha attirato non solo investitori, ma anche opportunisti.
Le truffe: email false e identità inventate
CNBC cita un caso emblematico avvenuto a Singapore: un uomo è stato condannato per aver impersonato i dirigenti di Man Capital — un autentico family office legato a una delle famiglie imprenditoriali più importanti d’Egitto. L’impostore aveva creato domini email falsi, profili online credibili e aveva convinto investitori ad aderire a uno schema da 10 milioni di dollari, promettendo accesso a investimenti pre-IPO in aziende come Airbnb. Un piano costruito sulla fiducia che circonda il modello del family office: esclusivo, riservato, inaccessibile ai più.
L’inchiesta evidenzia un fenomeno ancora più inquietante: non tutti i falsi family office mirano a una truffa economica. Alcuni, secondo il racconto di Tobias Prestel, founder di Prestel & Partner Family Office Conferences, cercano esclusivamente riconoscimento sociale.
“Ci sono persone che lo fanno per autostima e percezione di valore. Se una banca ti invita a pranzo e un gestore a cena, ti senti importante” ha spiegato alla CNBC
In questi casi, millantare un family office diventa un passaporto d’accesso a eventi privati, contatti di alto livello e un’aura di esclusività.
Il problema normativo: poche regole, molta opacità
Il contesto normativo favorisce l’ambiguità. In molti Paesi i family office non devono registrarsi né ottenere licenze, a patto che gestiscano esclusivamente patrimoni di famiglia. Questo significa poca trasparenza e difficoltà nelle verifiche. Dubai, Stati Uniti e Singapore seguono lo stesso principio: niente obbligo di registrazione se si opera solo per la propria famiglia.
Le autorità di vari Paesi invitano alla prudenza. A Singapore la Monetary Authority ricorda che i family office autentici non raccolgono capitali da terzi. Se qualcuno chiede denaro, deve avere una licenza per servizi finanziari. Hong Kong, invece, suggerisce di contattare l’autorità locale per verificare l’identità di chi si presenta come family office.
Come riconoscere un impostore
Secondo gli esperti intervistati da CNBC, ci sono alcuni segnali d’allarme ricorrenti:
- Troppa voglia di farsi conoscere
I family office veri non fanno marketing, né cercano investitori. - Documentazione eccessiva
Mu Chen, CEO di Canopy, spiega alla testata: «Se qualcuno arriva dicendo ‘sono un erede di una famiglia ricca’ e mi manda un profilo di 500 parole per dimostrarlo, scattano gli allarmi». - Nessuno li conosce.
Il settore è piccolo e molto relazionale: se un presunto family office non ha referenze, è sospetto.
La regola d’oro? Diffidare di chi vuole essere creduto. La chiusura più efficace arriva ancora dagli esperti intervistati da CNBC:
i family office autentici non devono dimostrare nulla. Sono gli altri a cercarli.