Investimenti

ETF tematici: difesa domina i flussi con oltre 3,5 miliardi da inizio anno

La corsa agli ETF tematici europei legati alla difesa continua senza rallentamenti nel 2026. Secondo Rahul Bhushan, responsabile globale dei prodotti d’investimento di ARK Invest Europe, il settore si conferma dominante in Europa, sostenuto da un contesto geopolitico sempre più instabile che ha reso le capacità difensive un vero e proprio megatrend strutturale.

Dall’inizio dell’anno, gli investitori hanno già allocato oltre 3,5 miliardi di dollari in ETF tematici sulla difesa, un dato che riflette una crescente attenzione verso strategie considerate resilienti in scenari di incertezza globale.

Marzo: difesa europea e globale in testa

Nel solo mese di marzo, i flussi netti sugli ETF tematici europei hanno raggiunto 1,08 miliardi di dollari. A trainare il mercato sono stati ancora una volta i comparti legati alla difesa:

  • ETF sulla Difesa Europea: +495 milioni di dollari
  • ETF sulla Difesa Globale: +488 milioni di dollari

Al terzo posto si posizionano gli ETF sulle Infrastrutture Globali, con afflussi pari a 215 milioni di dollari. Il tema beneficia dell’espansione dei programmi pubblici di investimento, orientati al rafforzamento delle infrastrutture di trasporto, energia e digitale, con l’obiettivo di migliorare la resilienza economica e la competitività industriale nel lungo periodo.

Energia e reti: nucleare e smart grid in crescita

Tra i temi più dinamici del mese si segnalano anche:

  • ETF sull’Uranio: +155 milioni di dollari
  • ETF sulle Smart Grid: +131 milioni di dollari

L’interesse per l’uranio riflette una rinnovata fiducia nel ruolo dell’energia nucleare, mentre le smart grid (reti elettriche intelligenti) stanno attirando capitali grazie alla crescente necessità di modernizzare le reti elettriche. Un passaggio cruciale per sostenere l’elettrificazione e l’aumento della domanda energetica, trainata anche dallo sviluppo dei data center.

Clima in difficoltà, ma è rotazione

Sul fronte opposto, il tema più debole di marzo è stato quello del Clima globale e Ambiente, che ha registrato deflussi netti per 177 milioni di dollari. Secondo gli operatori, non si tratta però di un disimpegno strutturale dai temi ESG, quanto piuttosto di una riallocazione verso sotto-settori più mirati e con maggiore momentum, come appunto le smart grid. Gli investitori sembrano quindi privilegiare segmenti specifici della transizione energetica rispetto a esposizioni più ampie e generaliste.

Guardando all’intero primo trimestre del 2026, dopo il dominio della difesa emergono altri trend rilevanti:

  • ETF sull’Uranio: +677 milioni di dollari
  • ETF su Robotica e Automazione: +522 milioni di dollari

In particolare, il comparto della robotica continua a beneficiare della crescente diffusione commerciale delle tecnologie di automazione, sempre più integrate con l’intelligenza artificiale.

Cina fanalino di coda

In netto contrasto con questi trend, prosegue la fase negativa degli ETF legati a Internet ed e-commerce cinese, che nel primo trimestre hanno registrato deflussi per 465 milioni di dollari, risultando il tema peggiore da inizio anno.

Nel complesso, il mercato degli ETF tematici mostra una crescente selettività: da un lato, gli investitori premiano i megatrend considerati strategici – difesa, energia e infrastrutture –; dall’altro, abbandonano le esposizioni meno convincenti o con minore visibilità di crescita. Una dinamica che conferma come, nel 2026, la costruzione di portafoglio passi sempre più attraverso scelte tematiche mirate e fortemente legate ai grandi cambiamenti geopolitici, tecnologici ed energetici in atto.