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L’impero industriale di Elon Musk sta vivendo una profonda trasformazione. La fusione tra SpaceX e la startup di intelligenza artificiale xAI ha portato la nuova entità a una valutazione complessiva di circa 1.250 miliardi di dollari (1,06 trilioni di euro), avvicinandola sempre di più a Tesla e ridefinendo i rapporti di forza tra le principali società controllate dall’imprenditore.
La capitalizzazione di Tesla resta superiore, attorno a 1.580 miliardi di dollari (1,34 trilioni di euro), ma il divario si è ridotto a circa il 26%.
Elon Musk : patrimonio in crescita dopo la fusione SpaceX e xAI
Numeri che ovviamente fanno volare il patrimonio di Elon Musk che segna così un nuovo traguardo nella storia della sua ricchezza personale diventando il primo individuo a superare gli 800 miliardi di dollari di patrimonio netto. Secondo le stime di Forbes, l’operazione avrebbe incrementato la sua fortuna di circa 84 miliardi, portandola fino a circa 852 miliardi di dollari.
Prima della fusione, Musk deteneva una partecipazione intorno al 42% in SpaceX, quota che sulla base di un’offerta di acquisto di dicembre — che attribuiva alla società spaziale una valutazione di circa 800 miliardi — valeva all’incirca 336 miliardi di dollari. Parallelamente possedeva circa il 49% di xAI, per un valore stimato di 122 miliardi di dollari, in linea con una raccolta di capitali privata che a inizio mese aveva valutato la società 250 miliardi.
Dopo la creazione del nuovo gruppo integrato, valutato circa 1.000 miliardi di dollari per SpaceX e 250 miliardi per xAI, Forbes calcola che Musk controlli circa il 43% della nuova entità, una partecipazione che da sola varrebbe oltre 540 miliardi di dollari. Questo rende il business spaziale — ora unito alle attività di intelligenza artificiale — il pilastro principale del suo patrimonio.
Oltre a questa partecipazione dominante, Musk mantiene una quota significativa in Tesla pari a circa il 12%, valutata intorno a 178 miliardi di dollari, a cui si aggiungono stock option della casa automobilistica per circa 124 miliardi. Queste cifre non includono inoltre il maxi pacchetto retributivo approvato dagli azionisti Tesla a novembre: se l’azienda dovesse centrare gli ambiziosi obiettivi di crescita definiti “Mars shot”, tra cui un aumento di oltre otto volte della capitalizzazione nei prossimi dieci anni, Musk potrebbe ottenere ulteriori azioni per un valore potenziale fino a circa 1.000 miliardi di dollari, prima di tasse e costi legati allo sblocco dei titoli vincolati.
SpaceX domina nello spazio e punta sull’AI
Mentre Tesla affronta sfide nel core business, SpaceX continua a rafforzare la propria leadership nei servizi di lancio orbitale, sostenuta da contratti miliardari con la NASA e il Dipartimento della Difesa statunitense. A questo si aggiunge Starlink, la rete satellitare globale per internet che conta oltre 9.000 satelliti in orbita e circa nove milioni di clienti.
La fusione annunciata attribuisce una valutazione di circa 1.000 miliardi di dollari a SpaceX e 250 miliardi a xAI. L’operazione segue un’altra mossa strategica dello scorso anno, quando xAI aveva acquisito la piattaforma social X (ex Twitter) attraverso uno scambio azionario.
Secondo Musk, l’integrazione tra le due società mira a sostenere progetti innovativi come la creazione di data center nello spazio, un’idea pensata per aggirare i limiti energetici terrestri e garantire capacità di calcolo su larga scala per l’intelligenza artificiale. Tuttavia, molti analisti ritengono improbabile un’implementazione su vasta scala nel breve periodo a causa delle sfide tecniche, della complessità delle catene di fornitura e dei costi elevati. Tra gli ostacoli principali figurano la protezione dalle radiazioni, i sistemi di raffreddamento e il lancio di grandi quantità di infrastrutture pesanti.
Nonostante la valutazione elevata, l’operazione introduce anche nuovi rischi. Parte dei profitti di SpaceX potrebbe essere destinata a finanziare le infrastrutture di xAI, mentre la società di intelligenza artificiale è già sotto osservazione da parte delle autorità in diversi Paesi. Regolatori in Europa, India, Malesia e Stati Uniti hanno avviato indagini sul generatore di immagini Grok, accusato di essere stato utilizzato per produrre deepfake espliciti.
In Francia, inoltre, le autorità hanno effettuato perquisizioni negli uffici della piattaforma X nell’ambito di un’indagine su presunti abusi algoritmici. Esperti legali sottolineano che questi rischi potrebbero estendersi indirettamente anche a SpaceX, considerando la natura internazionale delle operazioni di Starlink.