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Editoria: tutti i quotidiani principali arretrano

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ROMA (WSI) – Più specializzato e più vicino al territorio: così l’italiano – almeno a giudicare dall’andamento delle copie vendute – vorrebbe che fosse il proprio giornale tipo. Non è infatti un caso che il Quotidiano nazionale Qn-Il Giorno sia l’unico quotidiano le cui copie nel mese di settembre abbiano visto un aumento delle vendite: + 8,3% toccando quota 46,5mila copie tra edizione cartacea e versione elettronica. A fornire i dati di settembre Ads, che li pone in confronto con quelli di settembre dell’anno scorso.

L’editoria italiana è sempre più in crisi come dimostra anche le difficoltà incontrate ultimanente da Rcs Mediagroup. Se è stabile il quotidiano economico di Confindustria, Il Sole 24 Ore (+ 0,1%), tutti gli altri arretrano. Il calo più importante è quello de Il Giornale di Alessandro Sallusti, che perde il 18,6%, a seguire Libero (-18,1%), La Repubblica (-10,3%) e Il Fatto Quotidiano, che perde il 10,1% di copie vendute ai lettori.

La new entry, Il Quotidiano del Sud, nato dalla fusione tra Quotidiano della Calabria, della Basilicata e Corriere dell’Irpinia, registra invece un buon risultato: 8.729 copie vendute a settembre. A imostraione che l’informazione su base locale può avere un futuro più roseo rispetto a quella offerta dalle grandi testate generaliste.

I numeri tengono conto della diffusione cartacea e digitale insieme e confermano al primo posto Il Corriere della Sera. Con uno scarto di sole 636 copie segue il Sole24Ore mentre al terzo posto si colloca Repubblica con 41.426 copie vendute. Ottimi risultati per ItaliaOggi che registra un +37,9% e recupera terreno anche l’Avvenire che segna un +8,8%. In edicola in vetta alla top ten di copie vendute c’è Repubblica, a seguire il Corriere della Sera e al terzo il Lunedì della Gazzetta dello Sport.