Diversificare ma non troppo: ecco come battere il mercato

24 Aprile 2019, di Daniele Chicca

Per poter permettere al proprio portafoglio investimenti di fare meglio del resto del mercato occorre diversificare senza esagerare. Altrimenti si rischia di perdere gli effetti benefici della stessa strategia. A sostenerlo è Phil Fisher, uno strategist così influente a Wall Street da aver ispirato la leggenda degli investimenti Warren Buffett.

Decenni fa il noto stock picker ha dichiarato che “gli investitori sono talmente ossessionati dal diversificare che la foga di avere troppe uova nel paniere ha troppo pochi soldi nelle società che conoscono meglio” e troppi in gruppi quotati “che conoscono a mala pena”.

Sean Stannard-Stockton, presidente e chief investment officer di Ensemble Capital concorda. Nel blog Intrinsic Investing dichiara che diversificare è una strategia fondamentale per ridurre i rischi in portafoglio, ma gli operatori e gestori dovrebbero stare attenti agli eccessi e cercare di trovare l’equilibrio ideale.

“Avere un po’ di tutto può rivelarsi controproducente e talvolta si esagera nel diversificare”, dice nel suo articolo. “Ma è il livello al quale occorre fermarsi che sorprenderà la maggior parte delle persone”, precisa Stannard-Stockton.

Diversificare con cura: il numero ideale di titoli da avere in portafoglio

Il numero ideale di ttioli da detenere dipende chiaramente dal tipo di orizzonte temporale e risultato che un investitore vuole ottenere. Per questo è utile consultare il grafico preparato da Burton Malkiel in “A Random Walk Down Wall Street” (vedi sopra).

Una volta che 25 azioni sono inserite in portafoglio, gli investitori hanno finito di ottenere tutti i benefici possibili della diversificazione. Questo se si presume che i titoli in portafoglio siano selezionati in modo casuale“.

“Per gli investitori aggiungere altri nomi in portafoglio ha un costo enorme“, spiega sempre il manager. “Ci sono vantaggi enormi da ottenere se si limita con prudenza il portafoglio alle società che si conoscono in maniera approfondita”.

L’atteggiamento da evitare assolutamente, secondo il CIO di Ensemble Capital, è una via di mezzo tra avere 25 titoli e una diversificazione completa, che equivarrebbe a detenere l’intero universo delle società quotate sull’indice S&P 500.

Chi si espone a 150-350 titoli diluisce in modo drastico la capacità di battere il resto del mercato”, senza peraltro riuscire a “diversificare veramente”, dal momento che i benefici della strategia di diversificazione si sono già ottenuti con i primi 25 titoli“.