Investimenti

Cottarelli minaccia di andarsene

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ROMA (WSI) – Cottarelli, il commissario con il compito gravoso di ridurre la spesa pubblica italiana, ha accusato il governo di voler tagliare la spesa per finanziare altra spesa, così da rendere inutili i tagli.

Risponendo ad un editoriale critico di Francesco Giavazzi sul Corriere della Sera, in cui il giornalista esperto di economia si chiedeva perché il lavoro di Cottarelli – nominato dal precedente governo italiano, quello di Enrico Letta – non avesse ancora dato frutti, Cottarelli sottolinea come il denaro risparmiato sia stato già destinato ad altri capitoli di spesa.

È una critica senza mezzi termini all’operato del governo, contestato per aver mandato in fumo 1,6 miliardi di risparmi futuri. Oggi quasi tutti i giornali italiani definiscono l’ex FMI “pronto a lasciare”.

“Se si utilizzano risorse provenienti da risparmi sulla spesa per aumentare la spesa stessa, il risparmio non potrà essere utilizzato per ridurre la tassazione su lavoro. Condizione, a mio giudizio, essenziale per una ripresa dell’occupazione in Italia“. È quanto ha scritto esattamente il commissario alla spending review sul suo blog.

“Si sta diffondendo la pratica di autorizzare nuove spese indicando che la copertura sarà trovata attraverso future operazioni di revisione della spesa o, in assenza di queste, attraverso tagli lineari delle spese ministeriali – ha spiegato Cottarelli – era già successo nella Legge di Stabilità del 2014, nel decreto legge 4 di fine gennaio 2014 (per evitare il taglio delle spese fiscali) e nel decreto legge sulla pubblica amministrazione. Ora questa pratica sembra sia utilizzata per finanziare il pensionamento di alcuni lavoratori arrivati alla cosiddetta quota 96 e tenuti in servizio in base alle regole di pensionamento vigenti”.

“Il totale delle risorse che sono state spese prima di essere state risparmiate per effetto di queste decisioni ammonta ora 1,6 miliardi per il 2015 – ha proseguito Cottarelli – intendiamoci: tecnicamente, la copertura c’è. Ma questa è in realtà costituita da tagli lineari perché la promessa di future operazioni di revisione della spesa non può essere accettata come copertura sul piano giuridico”.

“Cosa significa questo in prospettiva? – si chiede Cottarelli nel suo blog – significa che le risorse che deriveranno dalla revisione della spesa per il 2015 non potranno essere usate per la riduzione della tassazione (o del deficit o per effettuare altre spese prioritarie). Oppure che si dovranno attivare i tagli lineari. Credo sia una tendenza preoccupante perché continuando così nuove spese saranno finanziate o tramite risparmi che non sono stati ancora approvati a livello politico o attraverso i famigerati tagli lineari che la revisione della spesa vorrebbe evitare”.

“E’ una situazione paradossale in cui la revisione della spesa (futura) viene utilizzata per facilitare l’introduzione di nuove spese – ha spiegato Cottarelli – naturalmente possono sussistere mille buoni motivi per alcune nuove spese anche se, con riferimento all’ultima applicazione di questo nuovo approccio, la spesa per pensioni in Italia mi sembra già abbastanza elevata e la riforma delle pensioni era volta a contenerne la crescita”.

“Se il Parlamento legittimamente decide di introdurre nuove spese dovrebbe contestualmente coprirle con tagli di spesa non lineare di pari entità, individuandoli per esempio tra le proposte di revisione della spesa già presentate dal Commissario in passato – ha proseguito – mi sembra che usare presunti tagli lineari, in apparenza molto diluiti sull’intera amministrazione, per la copertura di nuove spese riduce il costo politico inevitabilmente legato all’individuazione di coperture vere, concrete, selettive.

Inoltre – ha concluso Cottarelli – con questo atteggiamento si finge di dimenticare che mentre una revisione selettiva della spesa ha l’obiettivo di aumentare l’efficienza della pubblica amministrazione a parità di prestazioni, i tagli lineari possono produrre per alcuni servizi una inevitabile riduzione delle prestazioni”.