Charme nella campagna toscana

10 Luglio 2019, di Elisa Copeta

Il fascino di un’antica residenza in Toscana, a poca distanza da Firenze, dove trascorrere momenti di relax

A cura di Francesca Gastaldi e Margherita Calabi

Ulivi, vigne e cipressi a perdita d’occhio e, vicinissimo, lo scorrere dell’Arno: nella regione del Chianti, in un tipico scorcio di paesaggio toscano, sorge Villa La Massa, storico hotel parte del gruppo Villa d’Este. Costruita sulle rive dell’Arno nel XVI secolo come residenza di campagna di una famiglia aristocratica fiorentina, nel 1953 la dimora venne trasformata in un hotel di lusso destinato ad accogliere personaggi di spicco e star hollywoodiane: da Winston Churchill a Gregory Peck, da Elizabeth Taylor con Richard Burton fino a David Bowie e Iman, che nel 1992 scelsero Villa La Massa come cornice delle loro nozze.
L’hotel, a poca distanza dal centro storico di Firenze e dai suoi capolavori, è composto da quattro edifici, con 41 tra camere e suite, immersi in nove ettari di parco. Lo stile architettonico richiama l’epoca medicea e l’Italia del Rinascimento, così come gli interni raccontano il fascino delle ville toscane, tra soffitti affrescati, boiserie, bagni in marmo e letti a baldacchino.


Villa Nobile

Cuore della location è la Villa Nobile, dove si trovano la biblioteca, il Bistrot e l’Arno Spa, uno spazio benessere custodito nelle anti
che cantine. Qui, gli ospiti possono rigenerarsi con sauna e bagno turco, ma anche con trattamenti naturali a base di fiori ed essenze tipiche della terra toscana.

Più riservato è invece il Villino, romantica dependance affittata anche ad uso esclusivo, che ospita le due suite principali dell’hotel: la Suite Presidenziale, con pavimenti in cotto, un maestoso camino e decorazioni con tessuti declinati nelle tipiche tonalità del rosso fiorentino, écru e ocra, e la Parco Suite con vista sul fiume e le colline.


Un dettaglio della corte di Casa Colonica

Casa Colonica, inaugurata lo scorso agosto dopo un’attenta opera di ristrutturazione, è un casale risalente all’Ottocento con quattro nuove suite (di cui una junior) disposte su due piani e una cucina che può essere utilizzata dagli ospiti in caso di uso esclusivo della location. Al piano terreno, la Suite e la Junior Suite si aprono su una corte interna, dove rilassarsi avvolti dal profumo del gelsomino che ricopre il loggiato adiacente.

Risale invece al XV secolo il Mulino, antico edificio dove si trova Il Verrocchio, il ristorante dell’hotel. D’estate è imperdibile l’esperienza di cenare sulla terrazza a filo d’acqua, mentre d’inverno dalle maestose vetrate si gode la vista sull’Arno. Il menù, ode alla tradizione culinaria toscana, è basato su ingredienti del territorio, tra cui l’olio proveniente dagli ulivi della residenza e le verdure ed erbe aromatiche coltivate nell’orto dello chef.


Villa Nobile

Ai quattro edifici che compongono Villa La Massa il prossimo settembre andrà ad aggiungersi La Limonaia, dove saranno disponibili otto camere e due nuove suite. Per un’immersione totale nei colori e nei profumi della terra è immancabile una passeggiata nel Giardino di Iris. Qui, molteplici varietà di Iris, fiore simbolo di Firenze, si mescolano ad agapanti e peonie.

Per il fine settimana Villa La Massa offre il nuovo week-end package: due notti di soggiorno – da venerdì a domenica, con check out alle ore 17 – oltre a un buono di 150 euro da utilizzare come resort credit. I prezzi partono da 507 euro a persona, colazione inclusa.

La cantina. Situata nel Mulino, proprio sotto al ristorante Il Verrocchio, si trova la Cantina di Villa La Massa, un piccolo gioiello di architettura rinascimentale risalente al XV secolo. Qui, gli ospiti possono prendere parte a esclusive degustazioni del Chianti, vino per eccellenza della regione vitivinicola in cui sorge l’hotel e di una selezione di bottiglie pregiate di etichette principalmente italiane. Tra le botti di legno e soffitto a volte, la Cantina può essere scelta dagli ospiti anche come location per cene romantiche e piccoli eventi.

L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di luglio/agosto del magazine Wall Street Italia.