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Dopo aver chiuso il quarto trimestre del 2024 con un aumento del 7,6% nel numero di compravendite residenziali, il mercato immobiliare italiano conferma il trend espansivo anche nei primi tre mesi del 2025. Secondo un’analisi realizzata da Abitare Co., società specializzata nell’intermediazione di nuove costruzioni, basata sui dati dell’Osservatorio sul Mercato Immobiliare (OMI) dell’Agenzia delle Entrate, tra gennaio e marzo le transazioni a livello nazionale hanno segnato un incremento dell’11,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, toccando quota 172.048 unità.
Tra le città: in testa Genova e Torino, giù Firenze
La crescita interessa quasi tutte le principali città metropolitane, con la sola eccezione di Firenze, che registra una contrazione del 6,2%, pari a 1.067 transazioni. Roma consolida il suo ruolo di locomotiva del mercato con un aumento del 10,7% e 8.528 compravendite. Milano segue con una crescita del 7,1%, per un totale di 5.505 transazioni. Torino accelera con un +12,2% (3.583 unità), Genova registra un +13,5% (2.155 unità), Bologna si attesta su un +9,3% (1.357 unità), mentre Napoli cresce del 6,1% (1.982 transazioni) e Palermo dell’8,98% (1.640 transazioni).
BCE, mutui e fiducia: le leve della ripresa
Secondo Giuseppe Crupi, amministratore delegato di Abitare Co., i dati del primo trimestre confermano la tendenza positiva osservata alla fine del 2024, quando l’anno si era chiuso con oltre 700 mila compravendite, in aumento dell’1,4% rispetto al 2023.
A sostenere la crescita è stato soprattutto l’intervento della Banca Centrale Europea sui tassi d’interesse, che ha prodotto un effetto diretto sulla domanda di mutui: la riduzione del costo del denaro ha reso più conveniente il finanziamento a lungo termine, alleggerendo l’importo delle rate e incentivando l’acquisto di immobili.
L’effetto sui mutui è evidente: la quota di compravendite finanziate da un mutuo ha raggiunto il 45,8% del totale, avvicinandosi rapidamente alla soglia del 50%. Sempre secondo Crupi, la domanda di finanziamento da parte delle famiglie è aumentata di oltre il 20% rispetto al primo trimestre del 2024, un dato che testimonia il miglioramento del clima di fiducia, alimentato da aspettative più favorevoli sull’evoluzione dell’economia nazionale e da segnali di contenimento dell’inflazione.
Le criticità
Resta tuttavia evidente una criticità strutturale del mercato italiano: la scarsa qualità del patrimonio immobiliare esistente e la cronica carenza di nuove abitazioni, soprattutto nelle grandi città. Secondo Crupi, proprio questo squilibrio tra domanda e offerta di prodotto nuovo rischia di frenare ulteriormente il potenziale di crescita di un comparto che, altrimenti, sembra avere tutte le condizioni per consolidare la ripresa nei prossimi mesi.