CALO IPO DANNEGGIA I BILANCI DEI BROKER

10 Maggio 2000, di Redazione Wall Street Italia

Le società di brokeraggio Usa, dopo alcuni anni di guadagni record soprattutto grazie alle sottoscrizioni delle nuove matricole in borsa, potrebbero registrare nel secondo trimestre un declino degli utili.

Secondo alcuni analisti, queste perdite in alcuni casi potrebbero raggiungere anche il 20%.

La ragione è chiara: il bilancio dei principali broker americani potrebbe risentire del rallentamento dell’attività di collocamento in borsa delle nuove società, intimorite negli ultimi tempi dalla volatilià del mercato.

A ben vedere, una possibilità di ripresa per questi giganti di Wall Street c’è, ma dipende in larga parte dalla politica monetaria della Federal Reserve.

Tutti a Wall Street si aspettano che la Fed continui ad aumentare i tassi d’interesse per tenere sotto controllo l’espansione economica; a loro volta, tassi d’interesse più alti possono causare uno sgonfiamento dei prezzi azionari ed erodere il valore di quelli obbligazionari, bloccando ulteriormente il mercato delle Ipo.

“Stiamo chiaramente entrando in un rallentamento ciclico”, commenta Richard Strauss di Goldman Sachs; “la cui durata dipende dalla velocità di manovra della Fed”.

Se la Banca centrale aumenterà i tassi di mezzo punto percentuale nell’incontro della prossima settimana (16 maggio) come gli analisti prevedono, il mercato, e di conseguenza le società di brokeraggio, inizieranno a riprendersi.

Complessivamente, gli utili annui di banche d’investimento e società di brokeraggio continueranno a salire anche se rallentati, ma il danno potrebbe essere notevole.

Richard Strauss stima che il fatturato derivato dalle attività legate ad obbligazioni e ad altri titoli a reddito fisso scenderà del 30% o più rispetto all’ultimo trimestre e che quello generato da Ipo e altri collocamenti di titoli calerà del 25%. Inoltre, l’attività di fusioni ad acquisizioni rimarrà piatta.

Tutto questo potrebbe mettere fine ad uno dei momenti più felici per le società mobiliari. Tra il 1995 e il 1999, secondo la Securities Industry Association, i profitti delle 7600 società di brokeraggio americane sono più che raddoppiati, passando da $11,3 miliardi a $28 miliardi.

Una delle società più vulnerabili il prossimo trimestre potrebbe essere Lehman Brothers Holding (LEH), che potrebbe perdere sino al 25%. Merrill Lynch (MER), meno coinvolta nel settore tecnologico e attiva nella gestione patrimoniale, potrebbe risentire meno del contraccolpo.

Guy Moszkowski di Salomon Smith Barney ha abbassato le previsioni sugli utili di Goldman Sachs (GS) di 10 centesimi a $1,50 e prevede una perdita di $150 milioni nel settore della gestione patrimoniale.

Per Lehman Brothers, invece, il taglio è stato di 40 centesimi. Il fatturato derivato dall’investment banking, poi, dovrebbe scendere del 20%, contro il 15% previsto.