Borsa Milano chiude in calo, Ftse Mib -0,74%

19 Settembre 2014, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Piazza Affari chiude in calo, appesantita dai bancari e bruciando i guadagni precedenti. Il listino principale aveva infatti preso inizialmente la via dei guadagni nella mattinata sull’onda della “festa” in Europa per la vittoria del “no” al referendum per l’indipendenza in Scozia. Sterlina sui massimi dal 2012 nei confronti dell’euro.

L’indice Ftse Mib cede lo 0,74% a quota 20.972.
La festa per il “no” all’indipendenza scozzese è durata dunque poco a Milano ma anche le altre borse europee hanno chiuso deboli (solo Londra in discreto rialzo, Parigi e Francoforte piatte). Lo spread Btp-Bund intorno a quota 137 punti con il rendimento del Btp decennale al 2,36%.

Le vendite a Milano hanno colpito i titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha ceduto l’1,34% a 12,46 euro, Popolare di Milano l’1,62% a 0,634 euro, Intesa SanPaolo l’1,94% a 2,418 euro, Ubi Banca l’1,21% a 6,505 euro, Unicredit l’1,79% a 6,30 euro.

In controtendenza il Montepaschi che ha mostrato un progresso dello 0,28% a 1,058 euro. Seduta brillante per CNH Industrial (+1,54% a 6,225 euro), mentre Fiat (+0,06% a 7,78 euro) si prepara ad affrontare l’impegnativo mese di ottobre con la quotazione a Wall Street e i conti del terzo trimestre.

Sotto i riflettori Telecom Italia (-1,32% a 0,894 euro) dopo che Vivendi è diventata ufficialmente il nuovo azionista del gruppo tlc italiano. Finmeccanica ha tirato il freno dopo i guadagni delle ultime sedute: il titolo del colosso pubblico, alle prese con la cessione del suo polo trasporti, ha lasciato sul parterre l’1,74% a 7,62 euro. Prese di beneficio su STM (-4,04% a 6,165 euro) dopo la brillante performance di ieri che era stata favorita dalla conferma del Cfo Ferro delle previsioni per il terzo trimestre del 2014.

In generale la vittoria degli unionisti in Scozia attenua comunque i timori sulle spinte secessioniste della Catalogna dalla Spagna. “Gli investitori e i mercati finanziari tireranno certamente un sospiro di sollievo a seguito della notizia. Il proseguimento dell’Unione significa anche una riduzione del rischio di uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, sebbene questo resti significativo. In generale l’esito referendario ha permesso di evitare un grande caos”, spiega a Retuers Azad Zangana, economista per l’Europa di Schroders.

Tra le commodities, i futures sul greggio (wti ny) con scadenza ad ottobre cedono lo 0,48% a quota 92,62 dollari al barile.

Sul valutario l’euro in calo a $1,2861.
Sugli altri mercati la sterlina è ben impostata per registrare il balzo più intenso nell’arco di due giorni da quasi un anno. Lo spread Btp-Bund cala a 128 punti con il rendimento del Btp decennale al 2,38%. Stessa musica per la Spagna con lo spread Bonos-Bund calato a 109 ed il Portogallo con il differenziale Ot-Bund a 105 punti.

Tokyo corre anche grazie all’indebolimento dello yen, che dovrebbe favorire i gruppi esportatori nipponici. Il Topix fa +1,2%.

Sul valutario lo yen scivola sotto quota 109 nei confronti del biglietto verde, ai minimi da agosto 2008, mentre la sterlina guadagna lo 0,6% a 1,6491 dollari. Nelle ultime due sedute è avanzata dell’1,3%. Euro stabile sul dollaro a quota 1,29, mentre si è rafforzato sullo yen scivolato a 140,83.

Il rendimento dei Treasuries decennali sale di tre punti base dopo i nuovi record messi a segno ieri dalla Borsa di New York. Tra le materie prime, petrolio in calo in area 93 dollari il barile; farina sui minimi di quattro anni.