Borsa Milano chiude in calo, Ftse Mib -0,47%

8 Settembre 2014, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Piazza Affari chiude in calo la prima seduta della settimana, reduce dal rally delle precedenti sedute dettato dalle nuove mosse ultra-espansive della Bce per contrastare il rischio deflazione.

Spread in calo tra il Btp decennale e il Bund tedesco. Il differenziale è in area 134 punti. Per il Btp a 10 anni il rendimento tocca oggi il nuovo minimo storico al 2,25% e al momento è al 2,29%.

L’indice Ftse Mib chiude in calo dello 0,47% a quota 21.294 punti. La Borsa di Francoforte ha chiuso con un rialzo dello 0,11%. L’indice Dax è salito a quota 9.758,03 punti. Chiusura in ribasso per la Borsa di Londra. L’indice FTSE-100 ha perso lo 0,30% a quota 6.834,77 punti. La Borsa di Parigi ha chiuso oggi con un ribasso dello 0,26%. L’indice Cac 40 è sceso a 4.474,93 punti.

Mentre vacilla il cessate-il-fuoco nel sudest dell’Ucraina, tra sparatorie e tensioni, i mercati si concentrano sul versante macro. La vendita di prodotti cinesi in Usa ed Europa sono aumentate, mentre le importazioni sono scese per il secondo mese di fila. La frenata dell’immobiliare ha penalizzato la domanda interna in Cina.

Tre le big di Piazza Affari avvio sprint di ottava per Telecom Italia (+2,01% a 0,887 euro ) galvanizzata da indiscrezioni della stampa carioca che vedono gli operatori telefonici Oi, Vivo e Claro pronti a presentare un’offerta per Tim Brasil, controllata brasiliana di Telecom Italia, entro fine mese. Il valore delle offerte sarebbe superiore ai 30 miliardi di reais (circa 10 miliardi di euro), pari all’attuale valore di mercato di Tim Brasil.

Si è placato il rally del settore bancario che è stato il principale beneficiario dell’effetto Bce. Si sono ben mosse Banco Popolare (+0,54%) e Intesa Sanpaolo (+0,08% ). Su entrambe Mediobanca Securities oggi ha alzato il rating a outperform dal precedente neutral. Tra le utility non si sono illuminate A2A (-1,21%) e Iren (-0,09% ).

Dati macro

Dal fronte macro indicazioni positive sono arrivate dalla Cina con surplus record della bilancia commerciale salito a 49,84 miliardi di dollari (consensus era fermo a 40 mld). Debole invece la fiducia degli investitori nell’Eurozona che ha mostrato a settembre una forte contrazione a -9,8 punti dai 2,7 punti del mese precedente

Tornano a correre le esportazioni tedesche. A luglio il saldo commerciale della Germania presenta un valore positivo di 22,2 miliardi di euro rispetto ai 16,4 miliardi del mese precedente. L’export, secondo i dati diffusi dall’Ufficio statistico, è aumentato del 4,7% a 98,2 miliardi mentre le importazioni registrano una flessione dell’1,8% a 76,1 miliardi.

Dopo la pubblicazione degli ultimi dati a Pechino, l’indice di riferimento della regione Asia Pacifico oscilla tra guadagni e perdite. Il mese scorso le esportazioni sono aumentate più di quanto previsto dagli analisti (+9,4% su anno), mentre le importazioni sono scese.

“Gli investitori sono convinti che l’economia cinese migliorerà nella seconda metà dell’anno, ma i numeri sulle importazioni preoccupano. Gli industriali potrebbero non essere abbastanza solidi da sostenere la crescita”, dici a Bloomberg William Fung, investment manager di Tanrich Securities.

Borse Asia

Il paniere MSCI della regione è poco variato dopo il +0,4% realizzato la settimana scorsa. Seduta positiva alla borsa di Tokyo. L’indice Nikkei al termine delle contrattazioni registra un progresso dello 0,23% a 15.705 punti.
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L’S&P 500 ha chiuso ai massimi di tutti i tempi dopo il deludente rapporto mensile occupazionale Usa, che ha spinto gli investitori a scommettere sul fatto che la Fed manterrà tassi a zero più a lungo.

Sul valutario, la sterlina cala ancora in vista del referendum per l’indipendenza scozzese. Secondo gli analisti rischia di perdere il 10% in caso di vittoria dei si. L’euro scende a 1,2936 dollari.

Tra le materie prime in progresso oro e petrolio. Il metallo prezioso guadagna terreno a 1.270,78 dollari l’oncia, mentre il greggio WTI si attesta a 93,45 dollari il barile. I contratti sul Brent londinese sono scesi sotto quota $100.