Investimenti

BlackRock: la regola del 60/40 perde smalto, come rivedere la ricetta del portafoglio bilanciato

Il classico portafoglio bilanciato “60/40”, fondato su un mix di azioni e obbligazioni, non garantisce più la stessa protezione di un tempo.
È quanto sostiene BlackRock, che invita gli investitori a rivedere l’asset allocation alla luce di un contesto caratterizzato da inflazione elevata, deficit pubblici crescenti e mercati obbligazionari sempre più volatili. Secondo il più grande gestore patrimoniale al mondo,,  l’attuale contesto di mercato ha radicalmente cambiato le regole del gioco. L’inflazione persistente e i crescenti timori sui deficit pubblici statunitensi hanno reso la tradizionale diversificazione meno affidabile, aumentando la volatilità complessiva dei portafogli.

La fine della correlazione negativa

“Negli ultimi anni azioni e obbligazioni hanno mostrato una tendenza crescente a muoversi nella stessa direzione”, spiega Gargi Chaudhuri, chief investment and portfolio strategist di BlackRock nell’outlook autunnale . Si tratta di una correlazione positiva che mina la funzione storica di ammortizzatore offerta dai Treasury nei momenti di turbolenza azionaria.

Prima della pandemia del 2020, la relazione tra le due asset class era di segno opposto: quando i mercati azionari crollavano, le obbligazioni, considerate “beni rifugio”, tendevano a guadagnare valore, offrendo così un contrappeso naturale. Ora invece la correlazione negativa, cardine della logica 60/40, appare “meno affidabile”.

Volatilità sui titoli di Stato

Le difficoltà non si fermano alla perdita del potere diversificante. I deficit fiscali e l’aumento della spesa pubblica americana hanno spinto gli investitori a chiedere rendimenti più elevati sulle scadenze lunghe, deprimendo i prezzi dei Treasury decennali e ultradecennali. Questo ha reso il comparto obbligazionario più instabile.

Per Chaudhuri, oggi conviene guardare al cosiddetto “belly” della curva, ovvero alla parte centrale compresa tra i 3 e i 7 anni — che offre un profilo rischio/rendimento più equilibrato.

A confermare questa tendenza sono i dati: l’ETF iShares 3-7 Year Treasury Bond (IEI) ha guadagnato il 5,5% da inizio anno, ben oltre lo 0,9% registrato dal fondo iShares 20+ Year Treasury Bond (TLT), più esposto alla duration.

“Non è più la durata a guidare i ritorni nel reddito fisso”, chiarisce Chaudhuri “ma piuttosto i rendimenti complessivi e il reddito generato da strumenti diversificati, come l’iShares Flexible Income Active ETF (BINC), che investe globalmente in diversi segmenti del reddito fisso, con un approccio attivo e una durata contenuta”.

Coperture e strumenti alternativi

All’interno del comparto obbligazionario, BlackRock segnala anche i Treasury inflation-protected a breve scadenza (STIP) come strumento di copertura. Con l’inflazione ancora sopra i target della Fed, proteggere il portafoglio dall’erosione del potere d’acquisto resta una priorità.

Ma guardare solo ai bond non basta. L’aumento della correlazione tra azioni e obbligazioni rende necessaria un’apertura a nuove fonti di rendimento. L’oro, ad esempio, sta svolgendo un ruolo sempre più centrale come diversificatore: l’iShares Gold Trust (IAU) ha messo a segno da inizio anno un balzo del 34,6%, superando di gran lunga il +9,1% dell’S&P 500 e il +4,7% del mercato obbligazionario investment grade (ETF AGG).

Oltre i Treasury: oro, alternative e mercati globali

Per attenuare i rischi, BlackRock suggerisce di ampliare l’orizzonte oltre i Treasury. Oro e materie prime si confermano strumenti validi: l’ETF iShares Gold Trust (IAU) è salito del 34,6% da inizio anno, ben oltre le performance dell’S&P 500 (+9,1%) e del mercato obbligazionario investment grade (+4,7%).

In parallelo, crescono le opportunità nelle cosiddette “liquid alternatives”, come il BlackRock Global Equity Market Neutral Fund, progettato per offrire bassa correlazione con l’andamento dei listini azionari.

Un’altra direttrice riguarda i mercati internazionali: “La debolezza del dollaro può rappresentare un vento favorevole per le azioni non statunitensi, ancora sottopesate nei portafogli globali”, afferma Chaudhuri. Negli ultimi mesi, infatti, i listini fuori dagli Stati Uniti hanno sovraperformato Wall Street.

Un altro elemento chiave riguarda il posizionamento geografico. La pressione sul dollaro USA (indice DXY in calo) potrebbe costituire un vento favorevole per le azioni internazionali.

“Gli investitori restano strutturalmente sottoesposti ai mercati fuori dagli Stati Uniti”, osserva Chaudhuri, “anche se negli ultimi mesi questi hanno sovraperformato Wall Street”.

L’ampio differenziale di performance che per oltre un decennio ha visto prevalere l’equity statunitense sembra oggi in fase di riequilibrio, spiega l’esperto. Nonostante ciò, molti portafogli restano ancorati a una sovra-allocazione sugli asset americani, rischiando di perdere opportunità sui mercati esteri.

La variabile cripto

Infine, BlackRock non ignora il crescente interesse per le criptovalute come possibile diversificatore, specie in uno scenario di indebolimento del biglietto verde.
Tuttavia la raccomandazione è di estrema cautela: la volatilità intrinseca degli asset digitali come bitcoin resta elevata e i movimenti possono essere violenti in entrambe le direzioni.