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Buffett: quanto sono crollate le azioni della Berkshire dall’annuncio delle sue dimissioni

Negli ultimi mesi, le azioni di Berkshire Hathaway hanno perso terreno in modo significativo rispetto al mercato, registrando uno dei peggiori scarti di performance degli ultimi decenni. Un’anomalia che arriva in un momento simbolico e delicato: l’avvicinarsi della pensione di Warren Buffett, storico CEO del gruppo, e il passaggio del testimone al suo successore designato, Greg Abel.

Dal 2 maggio 2025, giorno antecedente l’annuncio della successione, le azioni di classe A di Berkshire Hathaway hanno perso circa il 14% del loro valore, mentre l’indice S&P 500 è salito dell’11%, considerando anche i dividendi. Un divario notevole, tra i più marcati registrati negli ultimi 35 anni.

Buffett, sei decenni di rendimenti record

Warren Buffett è alla guida di Berkshire Hathaway dal 1965. In questi sessant’anni ha trasformato un’azienda tessile in difficoltà in un conglomerato finanziario globale con partecipazioni che spaziano dalle compagnie assicurative ai gasdotti, passando per ferrovie, utility, catene di distribuzione e colossi tecnologici.

La sua strategia di lungo termine, fondata sul principio del “buy-and-hold” e sull’investimento in valore, ha garantito agli azionisti rendimenti straordinari: oltre 5 milioni di punti percentuali in più rispetto all’S&P 500 nel lungo periodo. Questa eccezionale performance ha contribuito a generare quello che molti analisti chiamano il “premio Buffett”: un valore aggiunto che gli investitori attribuiscono alla presenza del leggendario investitore al vertice della società.

Ora che il 94enne Buffett si prepara a lasciare il ruolo di amministratore delegato, è proprio questo premio a essere messo in discussione dai mercati.

Vendite e incertezze: chi sta lasciando Berkshire?

Al momento non è ancora chiaro chi stia vendendo le azioni di classe A di Berkshire, che rappresentano la quota originaria e più preziosa della società. Queste azioni, recentemente scambiate a oltre 812.000 dollari l’una, sono spesso detenute da famiglie che hanno investito con Buffett fin dai suoi primi anni e sono passate di generazione in generazione.

I dati ufficiali sui movimenti dei grandi investitori istituzionali e degli hedge fund saranno disponibili solo verso la fine del mese, ma l’attuale correzione riflette chiaramente una fase di riposizionamento da parte del mercato, legata soprattutto all’incertezza sul futuro della governance post-Buffett.

Nonostante la discesa in Borsa, i risultati operativi di Berkshire Hathaway restano positivi. Nel secondo trimestre, le principali attività del gruppo – tra cui la ferrovia BNSF, le divisioni utility e produzione, e i servizi al dettaglio – hanno mostrato una crescita degli utili. Escludendo le fluttuazioni valutarie, l’utile operativo complessivo è cresciuto dell’8% rispetto all’anno precedente.

Tuttavia, come spesso accade nei mercati, la percezione gioca un ruolo chiave. Gli investitori, rassicurati sul breve periodo, si interrogano ora sulla capacità del successore di mantenere lo stesso livello di disciplina, visione e performance nel lungo termine.

Tecnologia in vantaggio, Berkshire perde slancio

Il contrasto con l’S&P 500 non è solo legato alla figura di Buffett. Come spiega Bill Stone, responsabile investimenti di Glenview Trust, nei mesi successivi all’annuncio di maggio gli investitori sono tornati a puntare su titoli tecnologici, favoriti dal calo dei timori di recessione.

“La tecnologia sta guidando questo mercato”, osserva Stone, “e sappiamo bene che non è il punto di forza di Buffett, storicamente restio a seguire le mode del momento”. L’unica eccezione di rilievo resta Apple, una delle principali partecipazioni in portafoglio, ma il core business di Berkshire è ancora ben ancorato a settori più tradizionali.

Tra le ragioni che potrebbero spiegare la recente debolezza del titolo c’è anche lo stop ai riacquisti di azioni proprie deciso da Buffett nel maggio 2024. Secondo la policy aziendale, l’oracolo di Omaha riacquista azioni solo quando ritiene che il prezzo sia inferiore al valore intrinseco del titolo.

“La valutazione di Berkshire era diventata troppo alta”, ha spiegato Christopher Bloomstran, presidente di Semper Augustus Investments, azionista storico della società. Secondo lui, la recente correzione potrebbe offrire l’opportunità per riprendere il programma di buyback nei prossimi mesi.

E adesso?

Nonostante l’andamento degli ultimi tre mesi, molti osservatori invitano alla calma. Gli azionisti storici ricordano che un trimestre non è una misura affidabile delle performance di un’azienda con un orizzonte d’investimento pluridecennale. Del resto, le azioni Berkshire avevano messo a segno un +18,9% nei mesi precedenti l’assemblea di maggio, proprio mentre gli investitori cercavano rifugi sicuri durante le tensioni sui dazi internazionali.

Ora, con una liquidità in portafoglio di oltre 344 miliardi di dollari, tra contanti e titoli del Tesoro, e una struttura finanziaria robusta, Berkshire rimane uno dei colossi più solidi del panorama statunitense. Ma il futuro senza Buffett alla guida si avvicina, e con esso una nuova stagione, fatta di sfide, ma anche di opportunità.