Battiato nella bufera dopo l’insulto alle donne in Parlamento

27 Marzo 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Trovare sulla stessa posizione Santanchè e Boldrini, Mussolini e Lanzillotta, non è facile, anzi è quasi impossibile.

Soprattutto in un momento così travagliato per la politica italiana. Il miracolo è riuscito ieri a Franco Battiato, definito dalla neutrale Wikipedia «figura tra le più importanti, influenti e innovative di tutto il panorama cantautorale italiano».

Per ottenere questo risultato l’artista siciliano è andato addirittura a Bruxelles e da lì, nel ruolo (senza compenso) di assessore al Turismo e allo Spettacolo della Regione siciliana, ha sobriamente accennato a «queste troie che si trovano in Parlamento farebbero qualsiasi cosa», invitandole poi ad aprire «un casino».

Un insulto greve e gratuito verso le neoparlamentari. Poi per rimediare ha precisato che «ovviamente si riferiva a passate esperienze politiche», peggiorando, se possibile, la situazione. Uno scivolone intollerabile che peraltro arriva a pochi giorni da un’altra perla, questa volta parigina: prima di un concerto all’Opéra aveva definito la destra italiana come «una cosa che non appartiene agli essere umani».

Non sappiamo come finirà questa incresciosa vicenda. Da più parti è stato chiesto un gesto forte al presidente della giunta siciliana Rosario Crocetta: costringere alle dimissioni il prestigioso assessore. E, sottinteso, che Battiato torni a fare solo il cantante così come ha chiesto con forza Daniela Santanchè. Che forse per la prima volta nella sua carriera politica ha messo tutti d’accordo.

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