Azionario Asia in calo: attenzione ai rischi crescita

24 Settembre 2012, di Redazione Wall Street Italia

Bangkok – Listini asiatici in calo. L’attenzione degli operatori torna sui timori legati al rallentamento della crescita economica a livello globale. Euro a $1,2948.

Ad aumentare le preoccupazioni su soluzioni per risolvere l’attuale crisi, la rinnovata discordia tra i leader Eurozona sulle tecniche e le modalità da attuare.

La Cancelliera tedesca Angela Merkel e il Presidente francese Francois Hollande non hanno raggiunto una posizione comune sul via per l’autorità di regolamentazione bancaria a livello europeo.

Male l’attività manifatturiera produttiva e di vendita al dettaglio in Cina, con gli operatori intimoriti dal momento di difficoltà attraversato dall’economia mondiale. Diverse società iniziano a tagliare investimenti e posti di lavoro, stando a una ricerca pubblicata da CBB International.

Il Shanghai Composite tiene, in leggero rialzo, grazie al report pubblicato da Shenyin & Wanguo Securities, secondo cui le autorità interverranno con misure concrete qualora il listino dovesse scendere sotto i 2.000 punti. Al momento scambia sui 2.024 punti.

Azionario asiatico in rosso, ritraccia circa dai massimi da quattro mesi. Le società nei materiali di base guidano la ritirata, con l’indice MSCI Asia Pacific Index cresciuto circa +6% da quando la Banca centrale europea aveva ufficializzato la decisione di avviare il programma di acquisti di bond.

In ribasso anche le principali materie prime e le divise a queste collegate, le cosiddette commodity currencies, tra cui il dollaro australiano.

Indice Nikkei della Borsa di Tokyo sui minimi da una settimana. Chiusura a 9.069,29 punti, in ribasso -40,71 punti (-0,45%). La forza dello yen pesa sulle grandi società d’auto e sugli esportatori. Sentiment degli investitori colpito anche dalla recente disputa tra Cina e Giappone per le isole Senkaku.

Asia: indice Dow Jones Asian Titans in calo (-0,39%). Nikkei (-0,45%), Seul (-0,05%), Sydney (-0,44%), Hong Kong (-0,15%), Shanghai (+0,07%), Singapore (-0,14%).

Commodities: Wti ($92,14, -0,81%), Brent ($110,56, -0,77%), oro ($1.760,70, -0,84%), argento ($34,06, -1,67%), rame ($3,746, -1,13%).

Valutario: Euro contro il dollaro a $1,2948 (-0,25%), contro lo yen giapponese a ¥101,06 (-0,36%), contro il franco svizzero a CHF 1,2100 (-0,05%), contro la sterlina a GBP 0,7985 (-0,07%). Dollaro/yen a ¥78,04 (-0,15%).

Futures sull’indice S&P500 in calo -2,50 punti (-0,17%) a 1.449,50. Rendimenti dei Treasury a 10 anni all’1,746%, in calo di 1 punto base.

“Sembra che siamo entrati in una fase di consolidamento”, ha detto a Bloomberg George Boubouras, capo della strategia di investimento a Melbourne per UBS Wealth Management. “In Europa continueranno a esserci ancora tante sfide da superare”.