Aziende: si riduce pressione fiscale, tax free day anticipato di 11 giorni

4 Maggio 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Si riduce la pressione fiscale per le aziende italiane, che “strappano” undici giorni” di lavoro al fisco. Arretra infatti il Tax free day, vale a dire il giorno in cui l’imprenditore può finalmente cominciare a destinare i guadagni aziendali all’impresa e alla propria famiglia.

Nel 2015, il tax free day è caduto infatti il 9 agosto, mentre nel 2014 la data è stata il 20 agosto. A rilevarlo è la terza edizione di ‘Comune che vai fisco che trovi’, l’Osservatorio CNA sulla tassazione della piccola impresa, che analizza 124 comuni italiani. L’indagine prende a riferimento l’impresa-tipo individuale, cinque dipendenti, 430mila euro di fatturato.

Nonostante questo, il livello della pressione fiscale in Italia rimane intollerabile: 19,4 punti percentuali più della media europea. Il titolare di una piccola impresa solo dal 9 agosto può finalmente cominciare a destinare i guadagni aziendali all’impresa e alla sua famiglia. Reggio Calabria è la città italiana con la fiscalità più elevata: il Total tax rate tocca il 73,2 per cento.

Seconda è Bologna (con il Ttr al 71,9 per cento), terza Roma con il 69,8 per cento, quarta Catania e quinta Firenze. A Reggio Calabria l’imprenditore lavora per il fisco fino al 24 settembre, giorno della liberazione fiscale, il Tax free day; a Bologna fino al 19 settembre, a Roma fino all’11 settembre. Al capo opposto la città meno onerosa è Gorizia (con il Ttr al 54,4 per cento e Tax free day il 17 luglio), seguita da Cuneo, Belluno, Sondrio e Udine.

Per la Cna “si può e si deve migliorare il sistema tributario”. Tre le direttrici: “una più consistente riduzione della pressione fiscale; il capovolgimento della tendenza a trasferire sulle imprese gli oneri dei controlli; l’uso intelligente della leva fiscale per aumentare la domanda interna”.