Autoriciclaggio diventa reato, ma in tanti la scamperanno

9 Ottobre 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Dopo un iter parlamentare tormentato, arriva il via libera della commissione Finanze della Camera al progetto di legge sul rientro dei capitali dall’estero. Nel testo è stato inserito l’emendamento del governo che introduce nel codice penale italiano il nuovo reato di autoriciclaggio e una norma di collegamento grazie alla quale chi aderirà alla voluntary disclosure non sarà punibile per autoriciclaggio.

In corsa è stato approvato anche un emendamento che tenta di ridimensionare la non punibilità di chi impiega le somme frutto di un reato presupposto per godimento personale: la proposta precisa che se c’è occultamento, ossia la volontà di nascondere il frutto del reato, allora si può essere perseguiti anche per autoriciclaggio oltre che per il reato presupposto; se invece non c’è volontà di occultamento non si può essere perseguiti per godimento personale delle stesse.

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Il provvedimento, dopo tanti ritardi e polemiche, sbarca domani nell’aula di Montecitorio per la discussione generale. L’autoriciclaggio viene considerata dal presidente del Senato Piero Grasso e da altri procuratori anti mafia come una delle tecniche preferite dei mafiosi per reimpiegare nel mercato, rendendolo di conseguenza legale, il denaro sporco, ovvero ottenuto illegalmente.

Tra i tanti punti controversi della normativa, le soglie di punibilità, legate al reato base, e il concetto di reimpiego del denaro, che esclude dal reato l’acquisto con denaro sporco di beni per “godimento personale”, per esempio immobili e auto di lusso.