ARMAGEDDON NEWS: RECESSIONE IN AMERICA PIU’ GRAVE DEL PREVISTO

4 Ottobre 2008, di Redazione Wall Street Italia

La recessione negli Stati Uniti sara’ “decisamente piu’ grave” di quanto fin qui ipotizzato, scrive Goldman Sachs in un rapporto pubblicato venerdi’ sera. L’economia americana mostrera’ probabilmente crescita zero tra la meta’ del 2008 e la meta’ del 2009, con il prodotto nazionale lordo in caduta del 2% in questo trimestre e dell’1% nel prossimo, scrive la banca Usa. Gli altri due trimestri registreranno un Pil in crescita dello 0.0%. Il tasso di disoccupazione salira’ all’8% entro la fine del 2009 rispetto all’attuale 6.1%.

“Vediamo adesso anche un taglio di almeno 100 punti base (1.0%) dei tassi d’interesse a breve da parte della Federal Reserve, insieme ad altre misure aggressive per stabilizzare il mercato monetario e ulteriori possibili allentamenti della politica monetaria da parte della nuova amministrazione a Washington”, scrive l’economista di Goldman Sachs Jan Hatzius.

L’ufficio studi di Goldman prevede anche che uno degli indicatori chiave per interpretare lo stato di salute (veramente, di malattia) dell’economia americana, e’ il PCE (Personal Consumption Expenditures) e cioe’ la spesa personale dei consumatori: la stima e’ che nel terzo trimestre 2008 scenda a -2.5% (annualizzato secondo i dati ufficiali del BEA Bureau of Economic Analysis, l’agenzia del Dipartimento del Commercio Usa incaricata di “definire” ufficialmente l’andamento dell’economia americana). La recessione dei consumi, quindi, e’ quella che ancora non si vede nei numeri, ma che si manifestera’ con certezza in seguito, soprattutto alla luce del fatto che le stime parlano gia’ di una stagione nataliazia (regali e viaggi) in netto calo rispetto al 2007.