Apple in picchiata: da settembre -21%. E adesso?

10 Dicembre 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Ha chiuso la sua peggiore settimana da due anni e mezzo a questa parte, trascinando al ribasso anche il Nasdaq. Ha fatto slittare in secondo piano gli effetti positivi del nuovo calo della disoccupazione Usa a livello più basso dal dicembre 2008 (7,7%). E’ la magia di Apple che è svanita a Wall Street a creare questo terremoto. Un numero su tutti? Dal picco dello scorso 21 settembre, quando hanno raggiunto il valore massimo della loro storia, i titoli del gruppo di Cupertino hanno perso il 21%.

A pesare sul trend dell’azione, spiegano gli analisti, sono le previsioni di una perdita della quota di mercato nel settore dei tablet di Apple nel 2013. Anche il mondo delle tavolette elettroniche sta, infatti, per avere il suo lato open source, lontano da battaglie legali sui brevetti e restrizioni sulle modifiche al software: l’azienda statunitense Pengpod è riuscita a trovare abbastanza fondi per lanciare a gennaio due tablet con sistema operativo Linux. Saranno più o meno grandi come l’iPad e l’iPad mini, ma al prezzo rispettivamente di circa 75 e 92 euro e potranno montare un sistema operativo Linux o il classico Android.

Ma non solo. Anche i maggiori requisiti richiesti da una società di clearing e le incertezze sulle aliquote con il fiscal cliff in fase di valutazione fanno prevedere una nuova stagione all’insegna dell’incertezza dietro l’angolo. Come dire: anche un colosso come Apple potrebbe doversi leccare le ferite. L’amministratore delegato, Tim Cook, per rassicurare il mercato ha annunciato qualche giorno fa un investimento da 100 milioni di dollari negli Stati Uniti, dove il prossimo anno Apple produrrà una delle linee del Mac.

”E’ un piccolo passo – hanno commentato gli analisti – che probabilmente rimarrà simbolico, ma è possibile pensare che si tratta di una strategia che pagherà”. La società conta su 43.000 dipendenti negli Stati Uniti e 20.000 fuori dai confini. Quasi tutti i 70 milioni di iPhone, i 30 milioni di iPad e i 59 milioni di altri prodotti Apple venduti nel 2011 sono stati prodotti fuori dagli Stati Uniti. La partita sulla sua supremazia nel mondo hitech è aperta.

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